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SULMONA, LA STRETTA SUGLI AMBULANTI COME LA TASSA SUL MACINATO…

di Luigi Liberatore 
E’ partita in questi giorni l’operazione di recupero della tassa di occupazione di suolo pubblico non versata dagli ambulanti. Mi sembra che per l’amministrazione comunale di Sulmona rappresenti una specie di D-Day, una operazione bellica tipo “Overlord” per liberare piazza Garibaldi, sulla spinta del sindaco, Luca Tirabassi, ed affidata al comandante della polizia municipale, Domenico Giannetta.Siamo solo all’inizio; infatti solo all’esito della ricognizione generale si procederà ad adottare i provvedimenti nei riguardi di quei commercianti che non sono in regola coi pagamenti negli ultimi cinque anni che potrebbero culminare con la revoca della licenza. Poveri ambulanti. Li condanna la terminologia in quanto li affida alla strada, quasi fossero accattoni, nulla a che vedere coi loro consanguinei negozianti in giacca e cravatta al riparo dalle “purghe” municipali. Eppure gli ambulanti svolgono un’attività, anzi un lavoro spesso malamente compensato, un servizio umile per gli umili, per le famiglie che devono fare i conti della serva, pure loro costretti a tirare la cinghia tanto è vero che ogni giorno ne spariscono una decina, come quelle famiglie, appunto, che passano più spesso alle mense della Caritas e si affacciano di rado alle bancarelle. Dati Confcommercio. L’iniziativa dell’amministrazione comunale di Sulmona (la Bolkestein peligna) ha un sapore di aggressione, come la tassa sul macinato voluta da Luigi Menabrea che è passato alla storia proprio per aver messo dei contatori al giro delle macine dei mulini che schiacciavano le granaglie nel 1868 per far entrare nelle casse dello Stato qualche lira in più. Come fa adesso il sindaco Luca Tirabassi, nulla a che vedere con Menabrea intendiamoci, con gli ambulanti che soccombono pure alla loro definizione, erranti e vagabondi, costretti a sloggiare da piazza Garibaldi per far posto ai giocolieri della Giostra, obbligati a pagare la tassa e a spostarsi. Sennò che ambulanti sarebbero. Io la definisco tassa sulla esistenza. Proviamo a ribaltare per qualche segmento di buon senso. Perchè a Luca Tirabassi non è venuto in mente, ad esempio, di dare impulso proprio a quel barcollante settore commerciale che tanto sostiene le fasce deboli con un decisione magari controcorrente, sollevando gli ambulanti dal pagamento della tassa di occupazione e aprendo per loro semmai linee di credito comunale? Comprendo la difficoltà di Luca Tirabassi in questo senso. E’ più facile percorrere la strada di Luigi Menabrea. Ovviamente con i dovuti distinguo!

Un commento su “SULMONA, LA STRETTA SUGLI AMBULANTI COME LA TASSA SUL MACINATO…

  • … “ alle famiglie che devono fare i conti della serva “ conviene approfittare delle offerte dei vari supermercati, i cui prezzi spesso sono più bassi di quello che offre la “ piazza “… i negozianti con
    “ giacca e cravatta “ sono i più tartassati, infatti devono pagare l’affitto del locale, l’ IMU ( il proprietario lo include nell’affitto), la TARI, le spese per il riscaldamento e raffrescamento, i vari allacci a gas, acqua ed energia elettrica, e infine il CUP ( canone unico Patrimoniale) che include anche l’eventuale occupazione di suolo pubblico.
    Suolo pubblico che, alla bisogna, pagano tutti i cittadini… quindi non si comprende per quale motivo non dovrebbero pagarlo gli ambulanti che nell’occupazione del suolo ci ricavano un guadagno.
    Poi, non chiudono “ bottega “ solo gli ambulanti, altrimenti come la spieghiamo la desertificazione delle attività commerciali con i locali sfitti e con tanto di cartello “ Vendesi/Affittasi “ affissi sulle saracinesche… e tali ci restano per anni.
    È sotto gli occhi di tutti.

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