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LA MOVIDA E IL PATTO DELLA QUAGLIA

di Massimo Di Paolo

Era attesa da molti ed è arrivata. L’Ordinanza che regola la vita notturna, prevalentemente nel Centro storico, è stata emanata dall’Amministrazione Tirabassi. Appare evidente da alcuni rimandi del documento e dalle dichiarazioni fatte, che occorre altro. Che andrà integrata con norme accessorie, di supporto se non di completamento. Si percepisce che è un indirizzo ‘in atto’, in cambiamento, e che necessita di significative integrazioni che si spera arrivino in tempi brevi, anzi brevissimi. Mancano note importanti, soprattutto per la regolamentazione della vendita dell’alcool con la gestione della mala-movida; dei permessi e deroghe; dei controlli dei decibel per la musica; della prevenzione e contenimento dei comportamenti violenti e pericolosi nei locali e nelle zone limitrofe, che vanno dagli schiamazzi notturni fino alle violenze e al deturpamento del Centro Storico di Sulmona.  Manca anche una giusta e attesa descrizione nella premessa, che spieghi ai cittadini il perché; per quali motivi si è arrivati a delle scelte che per ora non appaiono ancora sufficientemente chiare. Dopo i fatti di cronaca degli ultimi anni non ci si può ridurre a pensare che sia una ‘semplice’ questione di ordine pubblico; si tratta di tutela dei giovani, della città, dei diritti di cittadinanza. Si tratta di tutelare Sulmona da un consumo becero e volgare per avviarla ad essere una cittadina turistica di pregio. Si tratta di contenere e debellare nuclei di pericolosità e di inquinamento malavitoso per la Città. Si tratta di proteggere la Città da omertà e collusioni. Dinanzi a tutto ciò, appare giusto allora facilitare la lettura dei fatti che possono restare nascosti e non compresi a chi, di fatto, vorrebbe ‘tutto e subito’ leggendo le situazioni con un’ottica di parte e perdendo di vista la complessità dell’insieme e dei diversi interessi coinvolti. Occorre partire da un punto fondamentale. Della questione ‘movida’, e della regolamentazione che se ne deve fare, se ne è cominciato a parlare -ad alta voce- a Sulmona con questa Amministrazione. Con la partecipazione di parti di cittadinanza tenute per lunghi anni, nel silenzio e senza rappresentanze. Non avveniva da molto, e va riconosciuto come un risultato. Che i residenti del Centro storico con tutte le fragilità proprie di una residenzialità in ambienti antichi ma a forte commercializzazione, vengano posti alla pari con altri gruppi portatori di altri interessi, è un segnale che va riconosciuto. Che le lobby del Centro storico siano state contenute e arginate è un risultato che va riconosciuto al Sindaco Tirabassi e alla sua Amministrazione. Che in qualche modo si stia cercando di sviluppare un metodo rivalutando trasparenza, ascolto e indirizzi, anche. Che le resistenze politiche, mimetizzate tra i banchi della Maggioranza, portatrici di interessi esclusivi e condizionanti siano state contenute, è un dato. Che i confronti aperti hanno reso chiare le condizioni su cui lavorare estraniandole dal parolaio dei campanili, è anche questo un risultato che va riconosciuto.

L’Ordinanza va letta assimilando tutto quello che sta avvenendo, senza trascurare gli aspetti poco evidenti appena narrati, che comunque possono non soddisfare i bisogni e le aspettative di alcuni gruppi e categorie.

Occorre altro, certo. Assolutamente occorre altro.  Ulteriori passi verso un metodo di lavoro solido ed efficiente, integrando tempi, attori, confronti, prassi e bisogni.  La parte della regolamentazione attesa, è urgente per dare veste politica, di indirizzo e di valore alle decisioni che si vanno attuando per avviare un vero e proprio progetto per il Centro storico.  Ma anche per completare il quadro delle scelte nel contesto attuale e generale.  Per ora la musica fino alle due di notte, come molti auspicavano spingendo e condizionando, non sembra attuabile; che la musica resti protratta fino alle una di notte solo il sabato, mentre lo scorso anno era anche per il venerdì è un segnale. Che arriveranno in chiaro gli obblighi di rispetto dei volumi sonori e dei decibel, con le responsabilità personali annesse e controlli a campione, è una necessità che va oltre al Piano di Classificazione Acustica in adozione. Che ci sia una regolamentazione del vetro da integrare con una regolamentazione stringente, urgente e necessaria per la vendita e somministrazione di bevande alcoliche resta un’urgenza da risolvere con coraggio, concretezza e senza timori: non ascoltando le melodie delle sirene. Che il Piano della Prefettura possa trovare una migliore attuazione sistemica, integrandosi con le premesse, con l’articolato e con le necessarie integrazioni degli indirizzi che l’Amministrazione sembra voler completare, e cosa auspicabile, non solo per la sicurezza.  Certo è che, per il Problema del Centro storico, sembra che l’ottimismo della volontà si stia facendo largo, lentamente, sul pessimismo dell’intelligenza. È la condizione della quaglia, ferma e acquattata tra le spighe di grano, pressata dai predatori, è costretta a prendere il volo non immaginando che solo volando può vedere autonomamente il mondo circostante. Quali predatori? L’ingiustizia, la paura e l’ignoranza.

7 commenti riguardo “LA MOVIDA E IL PATTO DELLA QUAGLIA

  • Meglio un centro storico vuoto allora?

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    Risposta
  • Bello ! Da a Cesare quello che è di Cesare. Avanti però ! Il vuoto può esserci quando non ci sono cose belle in giro eventi scelti con attenzione, non ubriachi violenti e urlanti!

    Risposta
  • La città abbandonata e in mano a chi non la rispetta crea il vuoto. E non si può riempire con la cafoneria o l’aggressività o lo sporco e l’abbandono.

    Risposta
  • "L'unico modo per cambiare le cose è fare quello che nessuno vuole fare".

    Era attesa da molti ed è arrivata. L’Ordinanza che regola la vita notturna, prevalentemente nel Centro storico.
    Mancano , però, note importanti, soprattutto per la regolamentazione della vendita dell’alcool con la gestione della mala-movida”. (ndr)

    PER MEMORIA
    “Secondo la ricostruzione degli investigatori, quella sera la tensione sarebbe esplosa per futili motivi,

    probabilmente alimentata

    da qualche bicchiere di troppo

    e da alcuni commenti non graditi. Dalle parole si passò rapidamente ai fatti, con minacce reciproche che sfociarono in una violenta colluttazione fatta di calci, pugni e spinte.” (ndr)

    A Pescara il tema degli alcolici di notte è stato oggetto di diverse ordinanze comunali negli ultimi anni.
    Quella più recente riguarda proprio la movida e il consumo in strada.
    Cosa prevede:
    – Stop alla vendita per asporto di alcolici: dalle ore 24:00 alle 06:00 di venerdì, sabato e domenica è vietata la vendita per asporto o per consumo sul posto di bevande alcoliche in contenitori di vetro, alluminio o latta. Eccezione: consegna a domicilio;
    – Divieto di somministrazione all’esterno: nelle stesse fasce orarie 24-6 è vietata la somministrazione su tavoli e sedie all’esterno, sia su suolo pubblico che privato;
    – Altre misure: obbligo per i gestori di tenere porte e finestre chiuse, controllare i clienti, pulire gli spazi esterni e fare campagne di sensibilizzazione sul bere responsabile.

    SULMONA NOSTRA, COSA FARÀ ?

    “L’unico modo per cambiare le cose è fare quello che nessuno vuole fare”.

    Risposta
  • la questione dell’alcool è il vero problema come pure l’abitudine di giovani a farne un uso smodato e incredibilmente fuori controllo. Si trasformano e non sono solo giovani marginali ma anche i cosiddetti bravi ragazzi- che i genitori nascondono per paura e senso di fallimento difendendoli ad oltranza. però i pochi pub fuori controllo a Sulmona hanno delle responsabilità e andrebbero attenzionati e chiusi senza esitazione.

    Risposta
  • Caro Di Paolo noi non crediamo che questa amministrazione abbia le paxxe per portare a termine le promesse e le dischiarazioni. Tu però non vuoi prendere responsabilità politiche e non vuoi schierarti per offrire quello che potresti dare. Uno dei pochi purtroppo.

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    Risposta

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