GUERRA USA-IRAN: STANGATA DI 29 MILIARDI PER L’ABRUZZO E L’ITALIA TRA GAS, ELETTRICITA’ E CARBURANTI
MESTRE – A cinque mesi dallo scoppio della guerra nel Golfo Persico, l’Ufficio studi della CGIA stima che nel 2026 le famiglie e le imprese italiane dovranno sostenere quasi 29 miliardi di euro di costi aggiuntivi per elettricitĆ , gas e carburanti. Si ĆØ giunti a questo risultato ipotizzando che i prezzi applicati in questo momento rimangano invariati sino alla fine di questāanno. Il rincaro maggiore riguarderĆ benzina e diesel, con una spesa extra di 13,6 miliardi di euro (+20,4 per cento rispetto al 2025), seguiti dall’energia elettrica con +10,2 miliardi (+12,9 per cento) e dal gas con +5 miliardi (+14,6 per cento). Un conto salato che rischia di pesare soprattutto sulle famiglie economicamente più fragili, sulle aziende di trasporto di persone/merci e sulle imprese a elevato consumo di energia.
Rincari boom in Lombardia, Emilia Romagna e Veneto. Per L’Abruzzo un più 16.5% in un annoĀ Ā
Sul fronte territoriale, ĆØ la Lombardia a pagare il prezzo più alto: gli aumenti energetici graveranno sulla regione per 5,4 miliardi di euro, con un incremento del 15,1 per cento rispetto al 2025. Al secondo posto l’Emilia-Romagna, con un aggravio di 3 miliardi di euro (+16,1 per cento), seguita dal Veneto, dove il maggior costo sfiora i 2,9 miliardi (+15,8 per cento). Per L’Abruzzo un preoccupante più 16,5%. Eā evidente che a subire l’impatto più pesante saranno le regioni più popolose e con la maggiore vocazione manifatturiera e commerciale del Paese. Insomma, la stangata si abbatterĆ , in misura più importante, sulle aree geografiche economicamente più avanzate della nostra penisola.
Ā· Spesa carburanti + 13,6 miliardi
Con i prezzi alla pompa di benzina e diesel in modalitĆ self service attestatisi, nell’ultima settimana, rispettivamente a 1,91 e 2,04 euro al litro ā con un rincaro, rispetto al periodo a ridosso dell’inizio delle ostilitĆ , del +14,4 per cento per il primo e del +18,5 per cento per il secondoĀ ā l’Ufficio studi della CGIA prevede, per il 2026, un aggravio complessivo a livello nazionale pari a circa 13,6 miliardi di euro rispetto al 2025, con un incremento del 20,4 per cento. A livello territoriale, gli aumenti più marcati in termini percentuali si dovrebbero registrare in Basilicata, dove lāaumento raggiungerebbe il 21,6 per cento (+118 milioni di euro). Seguono la Campania e la Puglia, entrambe con un incremento del 21,3 per cento: nel primo caso lāimpatto economico ĆØ stimato in circa 1 miliardo di euro, nel secondo in 837 milioni; per L’Abruzzo un più 16,5%.Ā Un quadro che evidenzia come lāandamento dei prezzi dei carburanti continui a produrre effetti significativi e disomogenei sul territorio nazionale, con ricadute particolarmente rilevanti per famiglie e imprese delle regioni del Mezzogiorno.
Ā· Per le bollette della luce un aggravio da 10,2 miliardi
Rispetto allāultima settimana di febbraio, il costo dellāenergia elettrica ha subito una crescita di prezzo del 51,2 per cento. Siamo passati da 106,7 euro al MWh a 161,2. Per lāanno in corso, pertanto, gli aumenti delle bollette dellāenergia elettrica dovrebbero toccare i 10,2 miliardi di euro (+12,9 per cento).
Ā· Per il gas un extra costo da 5 miliardi
Dalle bollette del gas ĆØ previsto un prelievo aggiuntivo a livello nazionale di 5 miliardi (+14,6 per cento rispetto al 2025), poichĆ© il prezzo al MWh negli ultimi 5 mesi ĆØ schizzato allāinsù addirittura del 71,6 per cento, passando da 32,4 euro al MWh di fine febbraio agli attuali 57 euro
Ā· Fino a ora sostegni per 7 miliardi di euro e in arrivo ce ne sono altri 7
Da quando ĆØ iniziato l’attacco degli USA all’Iran, il Governo Meloni ha stanziato 7 miliardi di euro a sostegno di famiglie e imprese: 5 per alleggerire i rincari di luce e gas, 2 per tagliare le accise su benzina e diesel. Una cifra non trascurabile, ma che dovrebbe āsterilizzareā solo un quarto circa dei 29 miliardi di aggravio stimato complessivamente. Proprio per questo, il Governo sembra pronto a investire altri 7 miliardi di euro entro il prossimo autunno contro il caro energia, ancora prima dell’approvazione della Legge di bilancio 2027. Un’operazione possibile solo se l’Unione Europea concederĆ una clausola di salvaguardia, per sforare temporaneamente il rapporto deficit/Pil senza incorrere in procedure di infrazione.



