VALE PIÙ LA SCIENZA O L’ANTISCIENZA?
VALE PIÙ LA SCIENZA O L’ANTISCIENZA?
di Gianvincenzo D’Andrea
Pochi giorni fa, esattamente il 14 luglio, durante i lavori della Commissione Affari Sociali della Camera, impegnata nella discussione della legge delega sulla riforma delle professioni sanitarie, è stato presentato e approvato un articolo che sancisce il reintegro dei sanitari, medici e infermieri, radiati dai rispettivi Ordini professionali per le loro posizioni antiscientifiche espresse durante la pandemia da Covid.
In quell’occasione il sottosegretario alla Salute, Marcello Gemmato (FdI), ha espresso il parere favorevole del Governo all’emendamento presentato dalla deputata Alice Buonguerrieri (FdI), che di fatto consente il reintegro negli Ordini professionali e, conseguentemente, il ritorno al lavoro di quanti, in un periodo critico per l’attività sanitaria quale è stato quello della recente pandemia, si sono distinti per le loro posizioni e per i loro comportamenti negazionisti sul virus SARS-CoV-2 e sui vaccini specifici e che, per tali motivi, sono stati radiati dagli Ordini professionali.
Appena si è diffusa la notizia della decisione assunta dalla maggioranza di governo, si sono immediatamente levate le proteste dei rappresentanti degli Ordini professionali sanitari.
In particolare, Filippo Anelli, presidente della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici, ha parlato di «sconcerto e delusione» per la posizione assunta dal Governo, che equivale al pieno riconoscimento delle posizioni antiscientifiche sostenute da alcuni medici e, per questo, giustamente sanzionate.
Dal momento che il provvedimento in questione riguarderebbe soltanto una ventina di professionisti sanitari, di cui appena cinque medici, viene da pensare che fra gli interessati ci sia qualcuno che sta molto a cuore a chi si è speso tanto per farlo tornare al lavoro.
Oppure, molto più semplicemente, che per l’attuale maggioranza di governo la scienza e l’antiscienza abbiano lo stesso valore, con buona pace della salute dei cittadini, che tornerebbero a essere curati da professionisti considerati inadeguati e pericolosi dagli stessi Ordini professionali.


