MALTRATTAMENTI ALLA SUA EX: SPUNTA ANCHE L’IPOTESI DI VIOLENZA SESSUALE
SULMONA, 21 luglio – Dalle accuse di maltrattamenti in famiglia potrebbe emergere un quadro investigativo ancora più pesante.
La Procura della Repubblica di Sulmona sta infatti valutando di contestare anche il reato di violenza sessuale nei confronti del 47enne sulmonese arrestato sabato scorso e attualmente detenuto in carcere, dopo le denunce presentate dall’ex compagna di 49 anni.
Nel fascicolo degli inquirenti è stato inserito un ulteriore episodio che risale alla notte del 14 luglio.
Secondo quanto riferito dalla donna ai carabinieri, intervenuti dopo una chiamata al numero unico di emergenza 112, l’uomo sarebbe entrato nell’abitazione, della quale aveva ancora le chiavi, e avrebbe preteso un rapporto sessuale contro la sua volontà. «Si è infilato nel letto per avere a tutti i costi un rapporto», avrebbe raccontato la 49enne agli investigatori, circostanza ora al vaglio della Procura per verificare la sussistenza degli elementi necessari a contestare anche l’ipotesi di violenza sessuale.
La misura della custodia cautelare in carcere, disposta dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Sulmona, Irene Giamminonni, era stata adottata nell’ambito dell’inchiesta per maltrattamenti in famiglia.
Alla base del provvedimento ci sono una serie di presunti episodi di violenza e sopraffazione denunciati dalla donna.
Tra questi figura anche la grave aggressione del 7 giugno scorso, quando il 47enne si sarebbe presentato all’abitazione della ex nelle prime ore del mattino, in stato di alterazione dovuto, secondo l’accusa, all’assunzione di sostanze stupefacenti.
La donna sarebbe stata brutalmente picchiata, mentre i vicini di casa, allarmati dalle urla e dalle minacce di morte provenienti dall’appartamento, avevano immediatamente richiesto l’intervento dei carabinieri.
L’attività investigativa prosegue ora per chiarire ogni aspetto della vicenda e verificare se agli atti raccolti possa aggiungersi anche la contestazione del più grave reato di violenza sessuale.
Il procedimento è ancora nella fase delle indagini preliminari e la posizione dell’indagato dovrà essere valutata nelle successive fasi processuali, nel pieno rispetto del principio di presunzione di innocenza.


