SULMONA SUL TETTO DEL MONDO CON MEMECO: LA MUSICA ABBATTE I CONFINI TRA I POPOLI

Si sono spenti i riflettori sulla prima storica Conferenza Internazionale del MEMECO (Mediterranean Music Education Committee), ma l’eco dell’evento risuona ancora vibrante tra le mura di Sulmona. L’importante kermesse, organizzata in stretta sinergia con l’APME (Association for Popular Music Education), ha richiamato nella città d’arte educatori, accademici, musicisti e studenti provenienti da ogni angolo del globo: dall’Italia agli Stati Uniti, passando per Inghilterra, Perù, Colombia, Cina, Libano, Israele, Algeria, Turchia, Belgio, Germania e numerose altre nazioni. Per tre giorni, sotto il suggestivo fil rouge del tema “Sharing Voices, Shaping Futures”, Sulmona si è riscoperta autentico epicentro mondiale del dialogo interculturale, dell’accessibilità e dell’innovazione pedagogica applicata alle sette note.
Un trionfo organizzativo e scientifico che ha trovato la piena e orgogliosa soddisfazione delle istituzioni locali. Il sindaco di Sulmona, Luca Tirabassi, non ha nascosto il proprio entusiasmo per il lustro internazionale conferito al territorio: «La Conferenza Internazionale della Musica conferma con forza la validità del progetto “Sulmona Città della Musica”, una scommessa che questa amministrazione ha fortemente voluto per fare della cultura e dell’arte musicale un volano strategico di crescita sociale, civile e turistica. L’altissimo livello accademico e la massiccia partecipazione di pubblico dimostrano che Sulmona ha tutte le potenzialità per affermarsi come punto di riferimento transnazionale. Continueremo a investire fermamente in questo percorso».
A fargli eco, l’assessore comunale alla cultura Emanuela Cosentino, che ha rimarcato l’importanza del confronto: «Questa co-organizzazione ha rappresentato una preziosa e feconda occasione di dibattito tra massimi esperti mondiali, docenti e istituzioni. Abbiamo consolidato il ruolo di Sulmona come snodo nevralgico per la cooperazione internazionale attraverso il linguaggio universale della musica». Un plauso convinto è giunto anche dai vertici della Regione Abruzzo, con l’intervento dell’assessore regionale alla Cultura Roberto Santangelo, il quale ha elogiato il valore della manifestazione: «L’evento MEMECO per APME è l’esempio concreto di come la cultura sia capace di tessere reti internazionali d’eccellenza, valorizzando i nostri territori e promuovendo l’Abruzzo ben oltre i confini nazionali attraverso progettualità di assoluta qualità».

Accanto alle istituzioni, a fare la parte del leone sono stati gli straordinari contenuti emersi dai tavoli scientifici e dai workshop. Interventi toccanti e profondi hanno tracciato le linee guida per la didattica del futuro. La professoressa Christiane Karam ha focalizzato l’attenzione sul ruolo sociale e terapeutico dell’educatore, chiamato ad affrontare con coraggio i traumi e le conversazioni più complesse attraverso gli strumenti dell’ascolto attivo e dell’empatia. Sul fronte dei diritti, la professoressa Rhoda Bernard ha lanciato un forte monito morale, ricordando che l’accessibilità all’educazione musicale costituisce una precisa e inderogabile responsabilità collettiva. Di grande suggestione la proposta della professoressa Claudia Calì, membro di MEMECO, che ha tratteggiato il Mediterraneo come una metafora di un “mare fluido”, uno spazio aperto d’incontro in cui le diverse sponde dialogano e uniscono le culture senza che nessuna perda la propria preziosa identità.
Ma la conferenza non è rimasta chiusa nelle aule accademiche, sposandosi mirabilmente con il patrimonio storico e popolare dell’Abruzzo. Il panel coordinato da Nicolas Giusti, arricchito dalla presenza di Michele Avolio e ‘Nduccio, ha dimostrato scientificamente come la stessa tradizione folkloristica e popolare abruzzese custodisca gelosamente le tracce di antichissimi e fecondi scambi e contaminazioni tra i popoli del bacino del Mediterraneo, a riprova che la vera cultura fiorisce sempre dall’incontro e mai dall’isolamento.
Il momento più alto e carico di simbolismo si è consumato nella suggestiva cornice dell’Abbazia di Santo Spirito al Morrone, teatro della sessione plenaria di chiusura. Qui, in un’atmosfera quasi mistica, una grande sessione di Circle Singing diretta dai professori Stefano Marchese, Christiane Karam e Sissy Castrogiovanni ha fuso le voci di partecipanti di nazioni e culture diverse in un’unica, grandiosa improvvisazione corale. La musica si è fatta carne, traducendosi in un’esperienza tangibile di comunione e abbattimento di ogni barriera geografica o geopolitica.
«MEMECO è un Mediterraneo senza barriere, dove le differenze non dividono ma diventano costruttivo motivo di arricchimento», ha chiosato il professor Gabriele Greggio. Una ricaduta profonda ed evidente sul territorio stesso, come evidenziato dalla professoressa Amira Ehrlich: «Si parla spesso di generare un impatto reale sulla comunità locale. Questa conferenza ne ha dato una dimostrazione pratica. Lasciamo una città con spazi rinnovati e restituiti alla fruizione della cittadinanza grazie alla stretta intesa con il Comune». I partecipanti hanno salutato Sulmona esprimendo profonda gratitudine per l’accoglienza calorosa ricevuta. Per la città ovidiana si chiude una pagina d’oro; il testimone internazionale passa ora ufficialmente a Valencia per il 2027.



