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DISPERSA NEI BOSCHI DELLA MAIELLA: ESCURSIONISTA SALVATA GRAZIE AL TRUCCO DELLO SMARTPHONE

Un bosco fitto, il sentiero che scompare e la roccia che si fa scivolosa sotto i piedi con l’avvicinarsi della sera. Poteva finire decisamente peggio la brutta esperienza vissuta da un’escursionista trevigiana di 38 anni, salvata dagli uomini del Soccorso Alpino e Speleologico Abruzzo nei pressi dell’eremo di San Giovanni.

​La macchina dei soccorsi si ĆØ messa in moto immediatamente dopo la chiamata al Numero Unico di Emergenza 112. Fin dai primi contatti telefonici con la Centrale Operativa, la donna – seppur bloccata in una zona impervia – si ĆØ mostrata lucida e collaborativa: ha confermato di stare bene e di avere con sĆ© scorte di acqua e cibo. Da quel momento, la parola d’ordine ĆØ stata una sola: restare ferma e mantenere la calma.

​Le prime fasi della ricerca hanno però dovuto fare i conti con i limiti della tecnologia in quota. Una prima localizzazione del cellulare aveva infatti posizionato la donna nel territorio di Pacentro, un dato che ai tecnici del Soccorso Alpino ĆØ apparso subito poco attendibile. Incrociando le descrizioni fornite al telefono dalla 38enne con la loro profonda conoscenza della geografia locale, i soccorritori hanno intuito la reale posizione, stringendo il cerchio attorno ai fitti boschi che circondano l’eremo.

​La svolta decisiva ĆØ arrivata quando le squadre di terra, giĆ  sul posto ma impossibilitate a vederla a causa della vegetazione, hanno chiesto alla donna di riavviare lo smartphone. Un accorgimento semplice ma fondamentale: al riavvio, il dispositivo ha aggiornato correttamente i dati GPS, inviando una posizione precisa e coerente.

​Da quel momento, ĆØ stata questione di minuti. La squadra di terra, supportata da un sanitario, ha raggiunto rapidamente l’escursionista. Dopo un rapido controllo per escludere traumi o malori, la giovane ĆØ stata riaccompagnata in totale sicurezza a valle fino ai mezzi di soccorso. Una storia a lieto fine che accende ancora una volta i riflettori sull’importanza della prudenza in montagna e sulla prontezza dei nostri tecnici del soccorso.

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