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L’AQUILA DEI TRASPORTI PUBBLICI AMA. I CITTADINI CHIEDONO PIU’ CORSE, L’AZIENDA METTE NERO SU BIANCO CHE POTREBBE DIMINUIRLE

di Paolo Romano

L’AQUILA – Da una parte ci sono i cittadini, che da tempo si lamentano dell’inadeguatezza del trasporto pubblico locale, chiedendo a gran voce di rivedere corse, linee e turni. Dall’altra c’ĆØ la stessa AMA che mette nero su bianco come, senza un riallineamento tra i costi reali del servizio e le risorse riconosciute alla societĆ , potrebbe non essere garantito neanche il mantenimento degli attuali livelli di servizio.

Si va dunque verso un ulteriore peggioramento di un servizio essenziale giĆ  carente per studenti, anziani e lavoratori a basso reddito. E si sa che, quando il trasporto pubblico ĆØ carente, i cittadini sono costretti a ricorrere all’auto privata, aumentando i costi per le famiglie, il tasso di motorizzazione, il traffico, lo smog e i tempi di percorrenza per tutti.

I nodi stanno venendo tutti al pettine e neanche i silenzi studiati che la maggioranza continua a utilizzare nelle sedi deputate, come commissioni e Consiglio comunale, riescono più a nascondere il fallimento nella gestione dei servizi cittadini. AMA indica nel mancato adeguamento del corrispettivo chilometrico un problema che avrebbe dovuto essere risolto da tempo attraverso scelte e una programmazione adeguata da parte del Comune, socio unico dell’azienda.

Socio unico vuol dire unico responsabile. Il bilancio 2025 chiude la gestione ordinaria con un passivo di circa 450 mila euro, aggravato dall’azzeramento del servizio di corse “a chiamata”.

Inoltre, il personale sconta la limitazione delle ferie e l’aumento degli straordinari, dovuti a un organico insufficiente a garantire il servizio. Delle nuove assunzioni promesse in tempi rapidi ne sono state effettuate poche e, anche su quelle, sono emerse scelte imbarazzanti, alcune delle quali sollevate anche dalle organizzazioni sindacali.

Cercheremo di fare piena luce sulla vicenda, anche con il coinvolgimento della Procura. C’ĆØ poi la questione dei bus elettrici, acquistati ben prima di capire come ricaricarli e, quindi, come utilizzarli.

A causa di questa scelta, AMA sostiene maggiori spese di locazione per utilizzare il capannone di Bazzano, dove la ricarica dei mezzi elettrici avviene, peraltro, solo in maniera parziale e non ottimale. Inoltre sostiene i costi di ricarica attraverso gruppi elettrogeni collocati nel piazzale di Pile.

La funzionalizzazione del terzo capannone, che pure era stata pubblicizzata come la soluzione a questi problemi, ĆØ ancora in alto mare. Una cittĆ  si governa garantendo servizi efficienti ogni giorno.

E mentre l’amministrazione Biondi continua a investire la propria narrazione sulle vetrine, i veri servizi ai cittadini, quelli quotidiani, mostrano un disinteresse sempre più evidente.

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