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BIVACCO MONTE AMARO: I PROMOTORI BOCCIANO IL DOPPIO NOME

Monte Amaro, i promotori bocciano il doppio nome: “Il bivacco sia intitolato solo a Falco Maiorano”

Respinta la proposta del sindaco di Fara San Martino di una doppia denominazione “Maiorano-Pelino”. I firmatari dell’appello: “Sarebbe un tradimento della memoria storica e un’inaccettabile equiparazione”.

Si riaccende il dibattito sull’intitolazione del nuovo bivacco di Monte Amaro. Dopo l’apertura del sindaco di Fara San Martino, Antonio Tavani, favorevole alla soluzione della doppia denominazione “Maiorano-Pelino”, arriva il secco no dei promotori dell’appello che chiedono di dedicare la struttura esclusivamente a Falco Maiorano, prima guida alpina del Cai della Maiella.

In una lettera indirizzata al primo cittadino, Lorenzo Grassi e Fabio Valerio Maiorano, anche a nome dei familiari di Falco Maiorano, pur apprezzando i toni concilianti del sindaco, respingono con decisione l’ipotesi del doppio nome, definendola una scelta “sbagliata” che rappresenterebbe “un tradimento della memoria storica e un’inaccettabile equiparazione di personalità che, per quanto riguarda Monte Amaro, non hanno nulla a che spartire”.

Secondo i promotori dell’iniziativa, non avrebbe alcun senso accostare la figura di Falco Maiorano, considerato un pioniere dell’alpinismo abruzzese, a quella dell’imprenditore Alfonso Pelino, “per quanto magnanimo mecenate”. Inoltre, ricordano come il nuovo bivacco sia stato realizzato interamente con fondi pubblici e che mantenere sulla vetta una denominazione riconducibile a un privato rischierebbe di assumere il significato di una sponsorizzazione.

Nel documento viene proposta anche una diversa valorizzazione del vecchio Bivacco Pelino, destinato a essere musealizzato a Campo di Giove. Una soluzione che, secondo i firmatari, consentirebbe di esaltarne il valore storico e tecnologico, evitando al tempo stesso quella che definiscono un’anomalia: avere tre strutture dedicate a Pelino, tra Monte Amaro, Campo di Giove e Monte Genzana.

I promotori ricordano inoltre che l’intitolazione a Falco Maiorano era stata deliberata ufficialmente dalla sezione Cai di Sulmona con un atto mai revocato, quando presidente era lo stesso Alfonso Pelino, che successivamente avrebbe cambiato posizione “per ragioni familiari”.

Da qui la richiesta di accantonare definitivamente la soluzione del doppio nome. “Nessuna guerra – scrivono – ma soltanto la volontà di riaffermare un atto di coerenza”. Secondo Grassi e Maiorano, le doppie intitolazioni di rifugi e bivacchi trovano giustificazione soltanto quando ricordano alpinisti accomunati da imprese condivise o da una tragica scomparsa in montagna, circostanze che non ricorrono nel caso di Monte Amaro.

L’appello finale è rivolto direttamente al sindaco Tavani: se non sarà possibile ripristinare il nome originariamente previsto per il bivacco, venga individuata un’altra modalità per rendere omaggio a Falco Maiorano, “senza scappatoie che finiscono per tradire immotivatamente una figura che merita rispetto e riconoscenza”. Il confronto resta quindi aperto, mentre la decisione finale sulla denominazione della struttura spetta proprio al Comune di Fara San Martino, competente per legge.

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