MAGNETI MARELLI: SI VA VERSO UN ALTRO ANNO DI SOLIDARIETÀ
Marelli, verso un altro anno di solidarietà: in arrivo la terza proroga per i 443 lavoratori
SULMONA, 15 luglio – Per i lavoratori della Marelli si profila un altro anno di sacrifici. La prospettiva che prende forma è quella di una nuova proroga del contratto di solidarietà, misura che consentirebbe di evitare, almeno nell’immediato, ricadute occupazionali ma che confermerebbe il perdurare della crisi dello stabilimento peligno.
L’accordo tra azienda e organizzazioni sindacali non è stato ancora formalizzato, ma tutto lascia presagire che gli ammortizzatori sociali saranno estesi fino ad agosto 2027.
L’attuale contratto di solidarietà, in scadenza nel prossimo mese di agosto, prevede una riduzione dell’orario di lavoro del 55 per cento, garantendo al tempo stesso la copertura contributiva dei dipendenti.
Per i lavoratori significherebbe affrontare un terzo anno consecutivo con stipendi sensibilmente ridotti.
La proroga rappresenta una soluzione tampone che consente di gestire la crisi senza ricorrere a licenziamenti, ma non risolve le incognite sul futuro dello stabilimento.
Nei confronti avuti nei mesi scorsi con i sindacati, i vertici aziendali hanno escluso piani di smantellamento o di ridimensionamento della sede di Sulmona, pur prospettando un ulteriore calo dei volumi produttivi anche per il 2026.
Uno scenario che si riflette sui numeri dell’organico. I potenziali esuberi potrebbero infatti salire dagli attuali 158 a 163, a fronte di un organico complessivo di 443 dipendenti.
È proprio questa eccedenza di personale a rendere necessario il ricorso agli ammortizzatori sociali.
Restano aperti anche i nodi legati agli investimenti. Per gli impianti, ormai datati, l’azienda aveva annunciato il ricorso a una società esterna incaricata del controllo qualitativo dei componenti prima della consegna ai clienti.
Parallelamente, per l’impianto di verniciatura di Sulmona era stata comunicata la volontà di metterlo a disposizione di nuovi committenti nel tentativo di ampliare le opportunità produttive.
La vicenda Marelli continua così a rappresentare uno dei dossier più delicati della crisi industriale della Valle Peligna, insieme a quelli delle altre aziende in difficoltà.
Una vertenza che, all’inizio dell’anno, aveva portato in piazza circa 700 persone per chiedere risposte concrete sul futuro dell’occupazione nel territorio.


