E pensare che c'era il pensieroHomeIn Evidenza

SULMONA, RITROVARE ORGOGLIO SENZA AVERE UN SINDACO TRA I PIEDI.

di Luigi Liberatore 

Fare a meno del sindaco? Non mi sembra possibile dal momento che l’ordinamento lo impone, seppure in qualche circostanza è facile cedere alle lusinghe dell’anarchia. Provo ad abbozzare una riflessione, per quanto strampalata possa apparire, cercando di non accreditarmi (non lo sono) come un estremista ideologico ma di inserire alcuni elementi (ragionevoli) sul versante del profondo sentimento di delusione (o pessimismo) che pare attraversare la città. Dico sembra, perché scrivo di un fenomeno e come tale privo di riscontri obiettivi che abbraccia, tuttavia, ogni settore della vita di Sulmona. Serpeggia nelle case, tra i vicoli, nei bar e pure nei circoli borghesi, tra i borghesi di Sulmona che non sono una razza in via di estinzione, e poi ancora tra le gente anonima, quella che lavora e vota e che dopo aver esercitato quel diritto si pente (ma non si ravvede) e si lamenta. Perfino “lo struscio”, un tempo elegante virtuosismo della passeggiata, risente di un peso psicologico indeterminato che ne fa una mezza falcata, declinante come il passo di chi si avvicini al patibolo. Ecco Sulmona e il suo lamento che da anni si alza coi toni propri del lamento, che non sa di rabbia e men che meno di aspirazione rivoluzionaria, un  gemito impotente contro l’ordine costituito. È vero. I sulmonesi ce l’hanno coi sindaci che tuttavia elegge e ai quali però assegna da tempo una breve e collerica esistenza (i cinque anni di Anna Maria Casini sono una eccezione di rara sagacia), da cui prendono le distanze ben presto ritenendoli colpevoli delle loro insoddisfazioni. Temo che pure Luca Tirabassi non ce la faccia a sfuggire a questa maledizione e non regga al peso del massacro postumo dei “Savoia”. Sulmona, una delle città più belle d’Italia, ha perso la consapevolezza di essere tale ma soprattutto abbandona il senso dell’orgoglio per un provinciale vittimismo, quello di sentirsi povera per colpa del sindaco di turno. Farne a meno? Non è possibile. È semmai utile averlo tra i piedi come parafulmine, perché oltre c’è l’anarchia…

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