SULMONA, SCONTRO SULL’INVITO A EMANUELE FILIBERTO. SBIC: “AMNESIA STORICA”
È uno scontro frontale, intriso di storia e valori repubblicani, quello che si sta consumando a Palazzo San Francesco. La scintilla che ha acceso la miccia politica in città è l’iniziativa del sindaco Luca Tirabassi di invitare a Sulmona Emanuele Filiberto di Savoia. Un gesto che ha scatenato l’immediata e durissima reazione del gruppo consiliare Sulmona Bene in Comune (Sbic), rappresentato in assise civica dal consigliere Matteo Puglielli.
In un comunicato, il movimento civico esprime il proprio “più profondo sconcerto” per la scelta del primo cittadino, definendola una vera e propria offesa alla memoria storica della città. Sulmona, viene ricordato con forza, si fregia infatti della Medaglia d’Argento al Valor Militare, un riconoscimento solenne per l’altissimo contributo offerto alla lotta di Resistenza e di Liberazione.
Sbic non usa mezzi termini e punta il dito contro la condotta dei vertici comunali, richiamando alla memoria i tragici eventi dell’8 settembre 1943: “La persona appellata come ‘sua altezza reale’ è l’erede di quella famiglia che scelse la propria incolumità precipitando il Paese alle rappresaglie nazi-fasciste dopo la ignominosa fuga dei Savoia.”
Secondo Sbic, l’invito formale all’esponente di casa Savoia rappresenta un preoccupante cortocircuito istituzionale, che calpesta il passato democratico e antifascista del territorio peligno.
Il movimento progressista sottolinea come la storia d’Italia abbia già espresso un giudizio definitivo attraverso la nascita dello Stato moderno, un passaggio che l’attuale amministrazione sembrerebbe aver dimenticato.
“Credevamo che la promulgazione della Costituzione repubblicana avesse destinato all’oblio quel drammatico ed infamante periodo”, incalza Sbic nella nota. “Ma evidentemente è necessaria una costante vigilanza democratica per contrastare tali gravissime amnesie della storia e delle istituzioni che l’amministrazione della città di Sulmona mostra di rivelare”.



Scusate ma la Senatrice che dice, è stata invitata, ci andrà o critichera’ anche lei?
Smemorati. Vi siete dimenticati di fare visitare il Campo di Concentramento 78 di Fonte D’Amore al principino savoiardo.
Nessuno è stato sveglio a ricordarsi di fargli fare una visita guidata, magari da un nipote di un prigioniero del Campo.
Il Principino sicuramente, si sarebbe divertito a farsi dei selfie con le incisioni sui muri delle celle dei prigionieri e dei perseguitati politici, in attesa di essere smistati nei campi di annientamento tedeschi.
In questo campo il Re aveva internato migliaia di prigionieri e oppositori politici.
L’amministrazione dei campi di internamento e prigionia in Italia faceva capo ai Comandi delle Armate dell’Esercito Regio.
Quindi, anche la gestione del Campo n. 78, durante la Seconda Guerra Mondiale era sotto l’autorità del governo fascista e della Corona in primis. Tutto dipendeva dal Re.
Per gli ignoranti, non esisteva un esercito fascista, c’era solo l’esercito regio, al comando del Re. C’erano invece le squadracce fasciste che saccheggiavano, violentavano e uccidevano.
Poi, il controllo sul campo terminò bruscamente con l’armistizio dell’8 settembre del 1943. A quel punto il Re Sciaboletta fuggì con tutta la corte e il capo del governo Badoglio, l’amministrazione collassò e il campo fu preso in carico dalle forze di occupazione tedesche.
Dovevate portarlo lì, non al museo Ovidio, così si faceva un bel ripasso storico-bellico-culturale.
A proposito, lo sapevate che a Sulmona ci sono dei fregnoni inqualificabili che vorrebbero profanare il campo di concentramento di Fonte D’Amore, convertendolo in un campo scout di divertimento estivo, anziché conservarlo a futura memoria come luogo di sofferenza e morte?
Se non lo sapevate, ora che lo sapete, aprite occhi e orecchie.