VISITA DI EMANUELE FILIBERTO: DOPO LA MINORANZA ANCHE ELISABETTA BIANCHI ATTACCA IL SINDACO TIRABASSI
L’esponente di Direzione Sulmona contesta la lettera firmata dal sindaco: “I titoli nobiliari non sono riconosciuti dalla Repubblica”. Dubbi anche sul buffet: “Non sia pagato con soldi pubblici”.
SULMONA – Dopo le critiche dei consiglieri comunali di minoranza, è ancora il sindaco Luca Tirabassi a finire al centro delle polemiche per la visita di Emanuele Filiberto di Savoia. Ad attaccare il primo cittadino è Elisabetta Bianchi, esponente del movimento politico Direzione Sulmona, che contesta la lettera con la quale Tirabassi ha invitato consiglieri comunali e dirigenti a partecipare alla “visita istituzionale di S.A.R. Principe Emanuele Filiberto di Savoia”. Per Bianchi, quella comunicazione rappresenta uno scivolone istituzionale, perché utilizza una terminologia che, a suo giudizio, contrasta con i principi sanciti dalla Costituzione della Repubblica.
“L’Italia è una Repubblica e, in base alla XIV disposizione transitoria e finale della Costituzione, i titoli nobiliari e i relativi trattamenti d’onore non sono riconosciuti dalla legge, avendo soltanto un valore storico, privato e dinastico”, osserva l’esponente di Direzione Sulmona.
Per questo motivo, aggiunge, “la visita di Emanuele Filiberto al sindaco non può definirsi propriamente istituzionale. Emanuele Filiberto è un privato cittadino: non ricopre alcuna carica pubblica nello Stato italiano né rappresenta ufficialmente uno Stato estero. Si tratta quindi di una visita di cortesia, culturale, benefica o promozionale, ma non istituzionale nel senso previsto dall’ordinamento repubblicano”.
Nel mirino finisce anche il trattamento di “Sua Altezza Reale” riportato nella lettera firmata dal sindaco. “Il prefetto dovrebbe sapere che un sindaco della Repubblica attribuisce a Emanuele Filiberto un titolo che non ha alcun riconoscimento giuridico nel nostro ordinamento”, afferma Bianchi.
La polemica si sposta poi sull’organizzazione della giornata. Nel programma allegato alla comunicazione comunale è previsto anche un buffet aperitivo al termine della conferenza.
“Desidero sapere chi pagherà tutto questo – incalza Bianchi –. Le spese del buffet non devono essere poste a carico della collettività”.
Infine, l’affondo affidato all’ironia: “Forse oggi è il primo aprile? Francamente non capisco. Sembra il mondo al contrario. Da moderati siamo diventati monarchici. In effetti mancava solo la figura del sindaco ciambellano”.



La legge, la Costituzione, ognuno le interpreta come vuole.
Buona fortuna Sulmona.