CronacaHomeIn Evidenza

SESSANT’ANNI FA IL BIVACCO FALCO MAIORANO: APPELLO PER RESTITUIRE IL NOME ALLA VETTA DI MONTE AMARO

SULMONA – Sessant’anni fa, il 10 luglio 1966, sulla vetta di Monte Amaro, la cima più alta della Maiella con i suoi 2.793 metri e seconda dell’Appennino, veniva inaugurato il Bivacco Falco Maiorano, realizzato dalla sezione del Club Alpino Italiano di Sulmona. Oggi, a distanza di sei decenni, quella ricorrenza diventa l’occasione per rilanciare un appello affinché il nuovo bivacco, ormai prossimo al completamento, torni a portare il nome del primo storico custode e conoscitore della montagna madre d’Abruzzo.  

L’iniziativa è sostenuta da Guide Alpine, Accompagnatori di Media Montagna, istruttori del CAI, storici ed escursionisti provenienti da diverse regioni italiane. L’appello è stato inviato al Comune di Fara San Martino, al Parco Nazionale della Maiella e alla Sezione CAI di Sulmona, chiedendo che il nuovo ricovero, realizzato con fondi pubblici regionali e ministeriali, venga intitolato nuovamente a Falco Maiorano, figura simbolo dell’alpinismo abruzzese.  

Il primo bivacco sulla cima del Monte Amaro intitolato a Fosco Maiorano

Falco Maiorano, nato a Sulmona nel 1846, fu infatti la prima guida ufficiale “patentata” del Club Alpino Italiano per la Maiella, ruolo che ricoprì nella seconda metà dell’Ottocento. Esperto conoscitore del massiccio, contribuì personalmente alla costruzione del Rifugio Vittorio Emanuele II, inaugurato nel 1890 proprio sulla vetta di Monte Amaro. Dopo la sua morte, avvenuta nel 1929, il CAI di Sulmona gli dedicò una lapide commemorativa sul rifugio durante un raduno del 1934. Quel ricordo andò però perduto con la distruzione del rifugio nel corso della Seconda guerra mondiale.  

Per mantenere viva quella memoria, negli anni Sessanta il CAI di Sulmona progettò un nuovo bivacco metallico da dedicare proprio a Maiorano. Dopo il trasporto dei materiali sulla vetta grazie a tre elicotteri militari e tre giorni di lavoro dei volontari della sezione, il ricovero venne inaugurato il 10 luglio 1966, in occasione del 9° Raduno Interregionale Giovanile del CAI. La struttura resistette per otto anni, fino alla notte del 31 dicembre 1974, quando fu completamente distrutta da una violenta bufera.  

Nel 1982 fu costruito un nuovo bivacco geodetico che venne invece intitolato a Cesare Mario Pelino, in considerazione del contributo economico fornito dalla famiglia Pelino alla realizzazione dell’opera. Oggi quella struttura è stata dismessa e sarà recuperata ed esposta nel Comune di Campo di Giove, mentre sulla vetta è in fase di completamento un nuovo bivacco, la cui conclusione dei lavori è prevista entro la fine di luglio.  

Proprio per questo i promotori ritengono che esistano tutte le condizioni per restituire alla nuova struttura il nome originario. «Il ripristino dell’intitolazione a Falco Maiorano – scrivono – rappresenterebbe un atto di giustizia storica e un doveroso omaggio alla memoria alpinistica abruzzese, riportando sulla vetta più alta della Maiella il nome di un pioniere che questa montagna seppe amare, rispettare e far conoscere a centinaia di alpinisti ed escursionisti».  

Tra i firmatari figurano, tra gli altri, le Guide Alpine Giampiero Di Federico, Pasquale Iannetti e Paolo Caruso, l’alpinista Cristiano Iurisci, gli studiosi Lucio Taraborrelli e Ugo Del Castello, oltre a numerosi iscritti alle sezioni CAI del Centro Italia e rappresentanti del mondo dell’escursionismo e della cultura della montagna.  

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *