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MORTE DEL CICLISTA NELLA GALLERIA DELLA PORTELLA: CHIESTI UNA CONDANNA E DUE PROSCIOGLIMENTI

SULMONA, 10 luglio – Una condanna a otto mesi di reclusione per uno dei tre responsabili Anas finiti sotto processo e il non luogo a procedere per gli altri due imputati.

Sono le conclusioni formulate dal sostituto procuratore della Repubblica di Sulmona, Edoardo Mariotti, nell’udienza preliminare per la morte del ciclista polacco Pawel Talaga, deceduto il 24 aprile 2022 nella galleria La Portella, lungo la statale 17 sul Piano delle Cinquemiglia.

Le richieste della Procura sono ora al vaglio del giudice per l’udienza preliminare Irene Giamminonni, che si è riservata la decisione e pronuncerà la sentenza in autunno.

L’inchiesta riguarda le presunte responsabilità dei dirigenti Anas nella gestione e nella manutenzione della galleria dove avvenne il tragico incidente.

Secondo l’accusa, gli imputati avrebbero contribuito, per colpa, a determinare le condizioni che portarono alla morte dell’atleta.

Pawel Talaga stava partecipando alla gara di ultracycling RAI775, partita da Silvi Marina, quando venne investito da un’autovettura mentre percorreva la galleria in direzione Sulmona.

Il conducente del veicolo dichiarò agli investigatori di non essersi accorto della presenza del ciclista. Dopo l’impatto, il 48enne polacco fu trascinato per diversi metri sull’asfalto e morì sul colpo.

La posizione dell’automobilista era stata successivamente stralciata e archiviata. Per la Procura, infatti, l’incidente sarebbe stato determinato anche, e soprattutto, dalle condizioni della galleria, ritenuta non adeguatamente illuminata e caratterizzata da una manutenzione insufficiente.

Su queste valutazioni si fondano le richieste avanzate dal pubblico ministero: una condanna a otto mesi nei confronti di uno degli imputati e il non luogo a procedere per gli altri due.

L’ultima parola spetterà ora al giudice Giamminonni, chiamato a decidere se accogliere o meno le conclusioni della Procura.

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