CASTEL DI SANGRO, IL TURISMO DEL FUTURO PASSA PER L’OSPITALITÀ RESPONSABILE
Gestire il boom di visitatori senza stressare il territorio, trasformando il turismo da semplice risorsa economica a motore di crescita equilibrata per l’intera comunità. È questo l’obiettivo della nuova Carta dell’Ospitalità Responsabile, presentata ufficialmente nella sala polifunzionale di Castel di Sangro. Non si tratta di un semplice manifesto programmatico, ma di una vera e propria guida pratica pensata per promuovere comportamenti virtuosi, tutelare il patrimonio ambientale e culturale e innalzare la qualità dei servizi turistici.
All’incontro hanno preso parte i rappresentanti dell’amministrazione comunale, tra cui la presidente del consiglio e delegata al turismo Anna Rita Cimini, e i consiglieri Michela D’Amico, che ha coordinato i lavori, e Patrizio Guerrini.
Il dibattito ha visto anche il contributo della minoranza consiliare. Maria Rema Buzzelli, esponente del gruppo di opposizione Comunità Castellana, ha infatti approfondito le grandi potenzialità che questo strumento riserva al futuro del territorio sangrino. Secondo la consigliera, il documento supera i confini della classica promozione turistica per introdurre concetti cruciali come la responsabilità, il rispetto della natura e la valorizzazione delle identità locali. Si tratta di pilastri ormai imprescindibili per Castel di Sangro, una realtà che negli ultimi anni ha registrato una crescita esponenziale dei flussi turistici, fenomeno che impone una seria riflessione sul modello di sviluppo da adottare.
Per Buzzelli si tratta di una vera e propria sfida: i principi cardine della Carta non devono restare sulla carta, ma tradursi in azioni amministrative concrete e in politiche di sviluppo locale capaci di coinvolgere attivamente gli operatori economici, le associazioni e i residenti nella pianificazione delle strategie future.
Il nucleo del documento si articola in dieci punti specifici, scritti per offrire agli amministratori suggerimenti strategici utili a migliorare la convivenza e il rapporto tra residenti e turisti. L’idea di fondo, difesa con forza anche dall’opposizione, è che il turismo debba smettere di essere valutato solo attraverso i dati economici, diventando invece un mezzo per garantire il benessere collettivo e creare valore nel lungo periodo attraverso un’accoglienza rispettosa del territorio.
La strada per raggiungere questo traguardo è già tracciata. La consigliera di Comunità Castellana ha infatti concluso ricordando l’importanza di strumenti come il Patto di Destinazione e la neonata Consulta per il Turismo. Grazie a queste piattaforme, tutte le forze vive del territorio avranno la possibilità di collaborare attivamente alla costruzione di un percorso comune, capace di mettere al centro della scena la qualità, la sostenibilità e la tutela della comunità locale.


