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L’AQUILA E LE MURA URBICHE PERICOLANTI. IL PASSO POSSIBILE: DAL COMUNE NESSUNA RISPOSTA

L’AQUILA – Il PASSO POSSIBILE sulle Mura Urbiche: ā€Sul tratto pericolante delle mura nessuna risposta dal Comune e L’Aquila 2026 rischia di inciampare su 150 mila euroā€. La V Commissione consiliare, convocata su richiesta dei consiglieri comunali della Federazione ā€œIl Passo Possibileā€ – Emanuela Iorio, Elia Serpetti e Massimo Scimia – per approfondire lo stato degli interventi sul tratto di mura urbiche tra via XXIV Maggio e via Gualtieri d’Ocre, interessato nel giugno 2024 da un grave episodio di dissesto, ha confermato un dato che dovrebbe preoccupare tutti: mentre si continua a parlare di valorizzazione, percorsi turistici e L’Aquila Capitale Italiana della Cultura 2026, sui problemi concreti regna ancora l’incertezza. Va innanzitutto riconosciuto l’impegno del presidente della Commissione, Stefano Palumbo, che negli anni ha più volte riportato all’attenzione dell’Amministrazione un tema strategico per il patrimonio storico della cittĆ  e che ha prontamente accolto la richiesta di convocazione. Dalle audizioni dell’arch. Carla Pancaldi, intervenuta su delega del Soprintendente Massimo Sericola, e dell’ing. Salvatore Provenzano, Titolare dell’USRA, sono emersi elementi di assoluto rilievo. Il primo riguarda il tratto di mura urbiche compreso tra via XXIV Maggio e via Gualtieri d’Ocre, dove nel giugno 2024 fu chiusa la strada per il rischio di crollo. A oltre due anni dall’emergenza, i cittadini convivono ancora con transenne e opere provvisionali, ormai in evidente stato di degrado, senza che sia stata indicata una data per l’avvio dei lavori definitivi. Un’incertezza resa ancora più grave dall’assenza in Commissione dell’assessore ai Lavori pubblici Vito Colonna e del dirigente Vincenzo Tarquini, gli unici che avrebbero potuto fornire risposte. Ancora più sorprendente quanto riferito dalla Soprintendenza: ad oggi, per il tratto transennato, non ĆØ stato richiesto alcun parere, nonostante si tratti di un bene monumentale sottoposto a tutela.

Un elemento che solleva più di un interrogativo sul reale stato dell’iter amministrativo. Diverso il quadro illustrato dall’USRA, che ha confermato di aver pressochĆ© completato l’appalto da 5 milioni di euro destinato al recupero e alla valorizzazione delle mura urbiche mentre il tratto interessato dal cedimento era rimasto escluso dall’intervento originario per ragioni economiche.

Abbiamo inoltre appreso che manca davvero poco per restituire alla cittĆ  un percorso continuo di circa 3,5 chilometri, finalmente percorribile e fruibile da cittadini e turisti ma, l’unico ostacolo rimasto ĆØ il cedimento del terreno nei pressi di Porta Branconia, per il quale occorrono circa 150 mila euro.

È qui che emerge la contraddizione politica più evidente.

Da una parte si susseguono conferenze stampa, annunci e slogan su L’Aquila Capitale Italiana della Cultura 2026; dall’altra si rischia di non completare uno degli interventi di valorizzazione più importanti della cittĆ  perchĆ© il Comune, da mesi, non riesce a reperire una somma tutto sommato modesta.

Sarebbe un’occasione persa difficilmente giustificabile.

Per questo, come gruppo di opposizione, presenteremo un emendamento in sede di approvazione del bilancio consolidato affinchĆ© vengano immediatamente stanziate le risorse necessarie a completare l’intervento.

PerchĆ© la Capitale della Cultura non si costruisce con gli slogan, ma con le opere concluse e sarebbe paradossale che proprio uno dei progetti simbolo della valorizzazione del patrimonio storico dell’Aquila restasse incompiuto per appena 150 mila euro.

Curiosa, infine, la tempistica: poche ore dopo la conclusione della Commissione, l’assessore Fabrizio Taranta ha annunciato il rinnovo della convenzione con la Compagnia delle Mura e con le associazioni impegnate nella valorizzazione del monumento, parlando dell’apertura al pubblico di alcuni tratti entro l’anno.

Una notizia che accogliamo positivamente, perchĆ© ogni passo verso la fruizione delle mura ĆØ nell’interesse della cittĆ  ma proprio la Commissione appena conclusa ha dimostrato che, senza il completamento degli interventi ancora irrisolti e senza risposte chiare sui tempi dei lavori, il rischio ĆØ che la comunicazione corra molto più veloce dei cantieri.

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