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MASSIMO LIOFREDI: “QUANDO LA PARTITA DEL CUORE ERA ITINERANTE E NON STANZIALE”

di Massimo Liofredi*

L’AQUILA – Partita del Cuore a L’Aquila: tre volte non ĆØ più una coincidenza. Per il terzo anno consecutivo la Partita del Cuore si gioca a L’Aquila. Nazionale Cantanti contro Nazionale Politici. Diretta Rai. Stesso stadio, stessi volti, stesso copione. Un tempo no. Un tempo la Partita girava. Era proprio questo il senso: un evento itinerante del servizio pubblico che portava solidarietĆ  in una cittĆ  diversa ogni anno. Quando ne avevo la responsabilitĆ  in Raiuno, la regola era chiara: nessuna cittĆ  doveva diventare ā€œdi casaā€. La beneficenza non si territorializza.

Oggi la regola ĆØ cambiata. Da tre edizioni la sede ĆØ fissa. L’Aquila.
Il Comune ĆØ amministrato dal centrodestra. La governance Rai risponde alle maggioranze che sostengono il Governo, anche di centrodestra. Il derby ĆØ sempre ā€œPolitici vs Cantantiā€.
Sono fatti. Non opinioni. E i fatti, sommati, raccontano una scelta editoriale che ha un colore.
Il problema non ĆØ L’Aquila
L’Aquila ha tutto il diritto di avere eventi, attenzione e risorse. Dopo il sisma ĆØ giusto tenerla al centro dell’agenda nazionale.
Il problema ĆØ un altro: usare un format di servizio pubblico come vetrina fissa.
La Rai non ĆØ la tv di una cittĆ , nĆ© la tv di una maggioranza. ƈ la tv di tutti. Quando un evento itinerante diventa stabile, quando i protagonisti politici scendono in campo ogni anno nello stesso luogo, il messaggio cambia. Non ĆØ più ā€œl’Italia aiutaā€. Diventa ā€œquesta amministrazione ospitaā€
Chiamiamola con il suo nome: ĆØ una tecnica di comunicazione. Molto efficace. Si chiama ā€œPanem et Circensesā€.
Si riempie lo stadio, si fa beneficenza, si mandano immagini di festa in prima serata. Nel frattempo fuori dallo stadio restano bollette, liste d’attesa, scuole da sistemare. Il cittadino applaude e per una sera si distrae.
Non è illegale. È legittimo. Ma è lontano dai criteri di servizio pubblico e di spettacolarizzazione culturale con cui questo evento è nato. Un tempo la priorità era il messaggio sociale. Oggi la priorità sembra essere il clamore.
La domanda ai cittadini
Io ho diretto strutture Rai. So come funzionano le scelte. So quanto pesa la politica sulle scalette.
Per questo pongo una domanda semplice, istituzionale: ĆØ normale che per tre anni di fila la Rai scelga la stessa cittĆ  e lo stesso format con i politici in campo?
Se la risposta è sì, allora cambiamo il regolamento del servizio pubblico.
Se la risposta ĆØ no, allora restituiamo alla Partita del Cuore la sua vocazione originaria: girare l’Italia, senza bandiere, senza capitali fisse, parlando a tutti.
PerchĆ© la solidarietĆ  non ha un codice di avviamento postale. E la Rai non dovrebbe averlo nemmeno lei. ā€Ž

*GiornalistaĀ 

Un commento su “MASSIMO LIOFREDI: “QUANDO LA PARTITA DEL CUORE ERA ITINERANTE E NON STANZIALE”

  • ……bravo Massimo!
    C’era una volta la RAI…Radio Televisione Italia…( c’erano soprattutto i “dirigenti” e i ” giornalisti” cresciuti sul campo, competenti e preparati) ora solo
    figure , per lo piu’ , improvvisate al servizio del “potente- politico” del momento… il servizio pubblico ĆØ solo un ricordo…lontano! Democrazia, pluralismo, competenza, autorevolezza, rispetto per gli italiani, credibilita’ e liberta’….Questo era e….( purtroppo) non ĆØ più!….

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