CONTROLLO DI POLIZIA FINISCE IN TRIBUNALE: LA CORTE D’APPELLO RIBALTA LA SENTENZA
Controllo di polizia finisce in tribunale, la Corte d’Appello ribalta la sentenza: assolto dall’oltraggio e prescritti gli altri reati
SULMONA – Si chiude con un sostanziale ribaltamento del verdetto di primo grado la vicenda giudiziaria che vedeva imputato il 48enne sulmonese Mario Marruccelli, finito sotto processo per lesioni, resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale dopo un controllo di polizia avvenuto nel 2017.
La Corte d’Appello dell’Aquila ha infatti assolto l’uomo dall’accusa di oltraggio e dichiarato estinti per prescrizione i reati di lesioni e resistenza, cancellando così la condanna a un anno di reclusione pronunciata nel 2023 dal tribunale di Sulmona.
Resta invece confermata la condanna al pagamento di una provvisionale di 4 mila euro in favore della parte civile, un assistente capo della Polizia di Stato.
L’episodio risale al 28 marzo 2017, quando Marruccelli venne fermato da un assistente capo della polizia nell’area esterna di un’attività commerciale durante un ordinario controllo.
Secondo la ricostruzione dell’accusa, il 48enne, infastidito perché nei giorni precedenti era stato sottoposto ad altri controlli, avrebbe reagito colpendo il poliziotto al volto e provocandogli escoriazioni all’avambraccio destro e alla tempia.
Contestualmente gli avrebbe rivolto anche espressioni offensive, facendo scattare le accuse di lesioni, resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale.
La Corte d’Appello ha però escluso la sussistenza del reato di oltraggio, pronunciando l’assoluzione con una decisione che ha ribaltato quella del tribunale.
Per le contestazioni di lesioni e resistenza, invece, i giudici hanno rilevato l’intervenuta prescrizione, dichiarando estinti i reati e annullando la pena detentiva inflitta in primo grado.
Sin dall’inizio del procedimento Marruccelli, assistito dall’avvocata Silvia Iafolla, aveva respinto le accuse, sostenendo di essersi limitato a reagire a un’aggressione subita durante il controllo.
La sentenza d’appello pone ora fine, sul piano penale, a una vicenda giudiziaria durata oltre nove anni.



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