LUGINI BACCHETTA VERRECCHIA: “AD AVEZZANO UNA STRATEGIA CHE HA SPACCATO FRATELLI D’ITALIA”
Il consigliere regionale invita il partito a ritrovare unità e spirito di appartenenza, si chiede perché la riconciliazione con il sindaco Di Pangrazio sia arrivata solo dopo il voto e denuncia personalismi e divisioni che, a suo giudizio, hanno indebolito FdI alle elezioni comunali di Avezzano.
AVEZZANO – Una riflessione che va ben oltre la politica avezzanese e che riapre il dibattito interno a Fratelli d’Italia in Abruzzo. A firmarla è il consigliere regionale Gianpaolo Lugini, che interviene nel dibattito seguito alle recenti aperture tra il consigliere regionale Massimo Verrecchia e il sindaco di Avezzano, Giovanni Di Pangrazio, riconfermato alla guida della città con oltre il 67% dei consensi.
Pur accogliendo con favore il clima di riconciliazione che sembra essersi instaurato tra i due esponenti politici, Lugini si interroga sui tempi dell’operazione, lasciando trasparire una critica netta alla strategia adottata da Verrecchia durante la campagna elettorale.
«Benvenga, anche se a un mese dalle elezioni, la pacificazione in corso tra il consigliere Verrecchia e il sindaco Di Pangrazio. Mi pongo però una domanda: perché non ci si è lavorato prima?», osserva Lugini, sottolineando come un percorso condiviso avrebbe potuto evitare una frattura che, a suo giudizio, ha penalizzato soprattutto Fratelli d’Italia.
Secondo il consigliere regionale, il partito è uscito dalla competizione amministrativa «con le ossa rotte», pagando il prezzo di divisioni interne e di una linea politica che avrebbe privilegiato logiche personali rispetto alla costruzione di un progetto unitario.
Lugini richiama quindi lo spirito che, a suo dire, ha sempre caratterizzato la destra italiana, ricordando «l’appartenenza e la fraternità» vissute negli anni del Movimento Sociale Italiano, di Alleanza Nazionale e successivamente di Fratelli d’Italia, valori che oggi considera sempre più affievoliti.
Nel suo intervento non manca una critica ai mesi che hanno preceduto il voto. «Il coordinamento politico si è concentrato su logiche personalistiche che stanno minando la crescita e la credibilità di un partito da sempre contraddistinto dalla forza dei propri valori», afferma, indicando nell’arrivismo e nelle rivalità interne alcune delle principali cause delle difficoltà attraversate dal partito.
Singolare anche il passaggio in cui Lugini rivolge un riconoscimento agli alleati della Lega, ai quali attribuisce una «strategia di crescita lungimirante», contrapponendola implicitamente alla gestione politica adottata da Fratelli d’Italia nella partita avezzanese.
Il consigliere regionale auspica ora che gli errori commessi possano rappresentare un’occasione di riflessione e di ripartenza. L’obiettivo, conclude, deve essere quello di ricostruire un partito unito, capace di mettere da parte personalismi e divisioni per tornare a lavorare nell’interesse delle istituzioni, dei militanti e dei cittadini che continuano a riconoscersi nei valori di Fratelli d’Italia.
Le parole di Lugini assumono così il significato di un richiamo politico rivolto alla classe dirigente regionale del partito, con una critica esplicita alla strategia seguita ad Avezzano e con l’invito a recuperare quel senso di unità che, secondo il consigliere, avrebbe dovuto precedere e non seguire il confronto elettorale.
nella foto di copertina Gianpaolo Lugini con la consigliera regionale di Fd’I Maria Assunta Rossi



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