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AVANTI (AL) SAVOIA

5 luglio 1892

AVANTI (AL) SAVOIA

di Fabio Valerio Maiorano 

Quella mattina, ad attendere il principe Vittorio Emanuele, conte di Torino, c’era il sindaco Vincenzo Mazzara e tutte le autorità militari. Sua Altezza entrò in città alle 7 e 35, col seguito degli ufficiali della Scuola di Guerra, tra due ali di folla festante e accolto dalle rappresentanze delle Società Operaie con i loro vessilli. Salì sulla carrozza del sindaco e non appena imboccò il corso Ovidio, dai balconi e dalle finestre scese una pioggia di petali di fiori. Quindi la visita al Municipio dove fece conoscenza, presentati dal sindaco, gli aristocratici del luogo e le autorità. Poi prese possesso dell’appartamento che gli era stato riservato a palazzo Sardi, in attesa della cena allestita nelle sale dell’hotel Monzù, ai giardini pubblici (la villa comunale) illuminati a giorno per il concerto del complesso musicale di Pianella. Per tutta la sera risuonarono nell’aria le note di selezionati brani di musica classi-ca, alternati di tanto in tanto dall’Inno Reale. Prima di concedersi alle braccia di Morfeo, il giovane principe – non aveva ancora ventidue anni – volle fermarsi ad ascoltare la musica e solo verso mezzanotte, congedatosi dalla folla che l’acclamava, raggiunse palazzo Sardi.

La sera di giovedì, il 7 luglio, si tenne una festa da ballo, nella Casina dei Signori, in onore dell’illustre ospite che si presentò alle 22 in punto, accompagnato dal generale Ettore Pe-dotti e da altri ufficiali che s’intrattennero con le giovani nobildonne sulmonesi. Si ballò fino alle 4 – il principe si congedò all’una e trenta – dopo aver gustato le prelibatezze del ricco buffet e lo champagne ghiacciato. Il mattino successivo, Vittorio Emanuele si recò ad Avezzano per rendersi conto di persona dei possenti lavori nella piana del Fucino dopo il prosciugamento del lago. Fu ospite nel palazzo del principe Torlonia a sera rientrò a Sulmona dove ammirò una sontuosa fiaccolata. Ringraziò tutti della squisita e commovente accoglienza, in particolare l’on. Sardi e l’amabilissima consorte che lo avevano ospitato nel loro palazzo, e all’alba partì per Roccaraso. Del soggiorno del principe si ha memoria nell’opuscolo “La venuta in Sulmona di S. A. R. il Conte di Torino stampato per i tipi della

Tipografia Iannamorelli in quello stesso anno.

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