RESTA UN CARCERE LA MAMMA DELLO SPACCIO
Rimane in custodia cautelare Patrizia Ciccone, la 53enne di Pettorano sul Gizio, accusata di aver gestito l’ingente traffico di sostanze stupefacenti tra Sulmona e l’Alto Sangro. I giudici della Corte di Cassazione hanno respinto il ricorso cautelare e confermato l’ordinanza del tribunale per il Riesame dell’Aquila.
Mamma spaccio rimane detenuta nel carcere di Chieti dove si trova dal 26 marzo. Secondo le accuse la 53enne, dallāottobre 2024 a marzo 2025, avrebbe āistruito i figli e la collaboratrice domesticaā su come comportarsi in caso di controlli, arrivando a indicare di āgettare lo stupefacente nel wc o lanciarlo dalla finestra al minimo sospetto di un blitzā.
Attorno alla donna secondo lāaccusa ruotava una rete composta da almeno otto persone, tra cui i tre figli e altri collaboratori residenti tra Sulmona e i centri limitrofi, tutti indagati per concorso in spaccio.
A loro si aggiunge un numero ben più ampio di soggetti coinvolti a vario titolo: quattordici indagati complessivi, cinque arresti in flagranza e circa sessantacinque consumatori identificati nel corso dellāinchiesta.
Numeri che danno la dimensione del fenomeno: 640 le cessioni documentate dagli investigatori in cinque mesi di attivitĆ , tra ottobre 2024 e marzo 2025.
Un flusso continuo di droga che, secondo la Procura, faceva capo a unāunica regia.
Ad incastrarla sarebbero stati sedici consumatori che, sentiti in caserma dai carabinieri, hanno confermato di essersi recati nel tempo a casa della donna.
La 53enne dal canto suo ha sempre respinto le accuse sostenendo di essere stata un capro espiatorio. Per il prossimo 16 settembre intanto ĆØ stato fissato il giudizio immediato


