COSTRINGEVA LA COMPAGNA A SPOSARLO SOTTO MINACCIA DI MORTE: ARRESTATO 29ENNE
Raiano, costringeva la compagna a sposarlo e la minacciava di morte: arrestato 29enne
Per la donna quella relazione si sarebbe trasformata in un incubo fatto di controlli ossessivi, minacce, violenze e perfino dellāimposizione a sposarsi.
Con lāaccusa di maltrattamenti in famiglia, un 29enne di nazionalitĆ albanese, residente nel territorio comunale di Raiano, ĆØ stato arrestato dai carabinieri della compagnia di Sulmona, che hanno eseguito unāordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Sulmona, Emanuele Lucchini, su richiesta della procura della Repubblica.
Le condotte contestate sarebbero state messe in atto tra febbraio e giugno di questāanno ai danni della compagna, una donna di 40 anni.
A far emergere la situazione sarebbe stata la polizia locale di Raiano che, dopo aver raccolto gli elementi necessari, ha informato lāautoritĆ giudiziaria, consentendo lāavvio delle indagini.
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, il 29enne avrebbe sottoposto la compagna a continui maltrattamenti, provocandole un grave stato dāansia e costringendola a modificare le proprie abitudini di vita.
Lāuomo, sempre secondo lāaccusa, controllava le frequentazioni della donna, la seguiva sul posto di lavoro, si impossessava del suo telefono cellulare per leggere le conversazioni e, in più occasioni, lāavrebbe minacciata di morte.
Agli episodi di violenza psicologica si sarebbero aggiunte anche aggressioni fisiche e verbali. Tra gli elementi più gravi contestati figura lāimposizione del matrimonio.
Secondo gli atti dellāinchiesta, il giovane avrebbe costretto la compagna ad accettare le nozze ricorrendo a violenza e minacce. Ā«Mi devi sposare sennò finisce maleĀ», le avrebbe detto in una circostanza, trasformando quella che dovrebbe essere una libera scelta in unāimposizione.
Proprio questo episodio, insieme al quadro complessivo delle condotte contestate, ha contribuito a convincere il giudice della necessitĆ della custodia cautelare in carcere.
Nellāordinanza viene evidenziata la presenza di gravi indizi di colpevolezza, il mancato autocontrollo da parte dellāindagato e una pericolositĆ sociale tale da far ritenere concreto il rischio di reiterazione dei reati.
Il giudice richiama inoltre un contesto culturale che, secondo quanto riportato nel provvedimento, rischia di alimentare comportamenti incompatibili con i principi di libertĆ e autodeterminazione della persona, vanificando gli sforzi compiuti nelle campagne di sensibilizzazione contro la violenza di genere.
Al termine delle formalitĆ di rito, i carabinieri, coordinati dal maggiore Toni Di Giosia, hanno accompagnato il 29enne nel carcere di massima sicurezza di Sulmona, dove resta a disposizione dellāautoritĆ giudiziaria in attesa dellāinterrogatorio di garanzia.
Resta fermo che lāindagato ĆØ da considerarsi non colpevole fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.



