A PALAZZO BENEDETTI PER L’AQUILA CAPITALE DELLA CULTURA DAL 17 LUGLIO ANTOLOGICA DELL’ARTISTA LEA CONTESTABILE
L’AQUILA – VenerdƬ 17 luglio, alle ore 18.00, a Palazzo Benedetti in Via Sassa 15, inaugurazione “Con le mani sporche di terra ti ho baciata”: mostra antologica dell’artista aquilana Lea Contestabile. LāAntologica ĆØ, per ogni sezione, curata da diversi storici tra cui Barbara Drudi, Francesca Franco, Simone Battiatto e altri.
Il progetto prevede lāallestimento di circa 50 opere, come cinquanta sono gli anni di attivitĆ artistica di Lea Contestabile. La mostra, diffusa nel tempo e nello spazio, si articola durante tutto lāarco solare del 2026 in diverse sedi espositive istituzionali a LāAquila e in alcune cittĆ della provincia, destinate ciascuna a raccontare un particolare aspetto o un particolare momento della ricerca di Lea Contestabile.
Le opere sono state selezionate seguendo non un criterio cronologico quanto piuttosto dialogico, teso a valorizzare forme e temi presenti nella sua ricerca e la varietĆ di soluzioni materiali con cui lāartista ha saputo svilupparla. Con le mani sporche di terra ti ho baciata, ospitata nelle dieci sale di Palazzo Benedetti, riaperto alla cittĆ per LāAquila Capitale della Cultura, ĆØ pensata come un viaggio lungo una vita, poche le fermate, solo il tempo per ristabilire i contatti con il proprio vissuto.
Scrive il curatore Mariano Cipollini: Ā«Il lavoro di Lea Contestabile, letto nella sua globalitĆ , ci aiuta ad affrontare alcune possibili interpretazioni che non focalizzano esclusivamente le peculiaritĆ della sua lunga ricerca. Se il tempo, la memoria, la purezza trascendente di unāinfanzia creativa e il desiderio del recupero testimoniale fatto di orgoglio di appartenenza, ne hanno fondato i presupposti essenziali per procedere nel mondo delle arti visive, ĆØ altrettanto palese che lāimmenso lavoro da lei svolto ci ha consegnato una più sfaccettata visione della personalitĆ della donna e dell’artista. Le eccezioni della conoscenza maturata la portano a concepire la tangibilitĆ e lāintangibilitĆ delle sue opere e di lei stessa, in uno spazio senza più tempo, in cui materia e pensiero potrebbero svanire inducendola ad affrontare senza rinvii la durezza della fine.
Tutto trae origine da un microcosmo che, dopo averla modellata, le ha concesso di raccogliere le ereditĆ custodite nel punto più alto espresso a suo tempo, in cui lāamare e la dignitĆ dellāessere sono relazione viscerale e inscindibile fatta di terra e carne. Opere liberate dalle titubanze dellāagire nel giusto santificano, ora, la completezza della comprensione depurata dalle paure del trapasso.
Lea Contestabile modifica il mosaico che compone il curriculum vitae dei suoi protagonisti. Fa riaffiorare volti e scelte di un tempo ormai concluso, costruisce habitat modificabili allāoccorrenza per le sue affettivitĆ , in cui il turbamento, di matrice ancestrale-evocativa, ĆØ vena creativa.
Tra arazzi, tappeti, terrecotte, simulacri religiosi e pagani, intesse credibili storie, ponti tra il suo romanzo, i trascorsi e le probabili indagini conoscitive, demandati alle future generazioni.
Poetessa caparbia e puntigliosa, fa dei piccoli o grandi racconti modellati sulle peculiaritĆ morfologiche del suo territorio, rinnovati luoghi di ristoro per il pensiero.
Nelle sue mani sono penna e inchiostro.
Trascrive lāarchivio in suo possesso non per evocare rimpianto, ma per concepire collegamenti disponibili a colmare le esigenze della contemporaneitĆ la cui meta ultima agogna lāeternitĆ .Ā»
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