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QUARANT’ANNI DOPO I “RAGAZZI DEL CENTRO” SI RITROVANO: UNA SERATA TRA RICORDI, GIORNALISMO E VOGLIA DI FUTURO

PESCARA – Per una sera il tempo è sembrato fermarsi. Volti segnati dagli anni ma illuminati dallo stesso entusiasmo di allora, abbracci, sorrisi e ricordi hanno riportato in vita l’atmosfera della redazione che, a partire dal 3 luglio 1986, cambiò il modo di fare informazione in Abruzzo. È stato questo il clima che ha accompagnato la presentazione del libro Quei ragazzi del Centro, scritto da Andrea Mori e Giuliano Di Tanna (Edizioni Solfanelli), ospitata nei saloni della Fondazione Fornace Caravaggio.

Più che una semplice presentazione editoriale, l’incontro si è trasformato in una vera e propria rimpatriata di quella generazione di giornalisti che contribuì alla nascita del quotidiano Il Centro, dando vita a quella che ancora oggi viene ricordata come una delle più importanti esperienze del giornalismo abruzzese.

La sala era gremita di colleghi, rappresentanti delle istituzioni, del mondo imprenditoriale e della società civile. Tra i presenti il sindaco di Pescara Carlo Masci, l’ex sindaco Luigi Arbore Mascia, il segretario nazionale di Rifondazione Comunista Maurizio Acerbo e Marina Marinucci, presente nel doppio ruolo di ex redattrice del quotidiano e presidente dell’Ordine dei Giornalisti d’Abruzzo.

Il libro ripercorre gli anni pionieristici della redazione nata all’interno del gruppo editoriale Repubblica-L’Espresso, quando sotto la direzione di Ugo Zatterin un gruppo di giovani cronisti costruì, giorno dopo giorno, un giornale destinato a diventare il punto di riferimento dell’informazione regionale.

Non si tratta di un volume celebrativo, ma di una raccolta di racconti vissuti in prima persona. Gli autori hanno scelto di lasciare spazio ai protagonisti di quell’avventura, che con uno stile semplice e diretto ricordano episodi curiosi, momenti difficili, battute, notti trascorse in redazione, le prime tecnologie informatiche, le pagine montate su pellicola, la rotativa che stampava i giornali ancora caldi e le edizioni straordinarie distribuite nelle strade.

Andrea Mori ha inoltre voluto sottolineare il ruolo spesso silenzioso ma determinante dei collaboratori che, negli anni, hanno contribuito alla crescita del quotidiano. «Sono gli pneumatici dell’automobile – ha osservato – senza di loro il giornale non potrebbe andare da nessuna parte».

La serata è stata scandita dagli interventi di alcune firme storiche del quotidiano. Lucia Visca, Salvatore Mannironi, Lorenzo Colantonio e Marco Zatterin hanno ripercorso gli anni della fondazione, con quest’ultimo che ha dedicato un ricordo particolarmente emozionante al padre Ugo. Federico Deidda ha raccontato con ironia gli episodi vissuti in tipografia, mentre Antonio Del Giudice e Mauro Tedeschini hanno ripercorso gli anni delle rispettive direzioni, alternando riflessioni e aneddoti.

Il momento più intenso della serata è stato dedicato al ricordo di Enea De Martiis, il giovane giornalista del Centro che perse la vita in un incidente stradale mentre rientrava a Pescara dalla redazione dell’Aquila. In sala erano presenti la sorella Paola e il nipote, mentre Andrea Mori ha rilanciato la proposta di ripristinare il Premio De Martiis dedicato ai giovani giornalisti abruzzesi, trovando l’immediata condivisione del sindaco Carlo Masci.

Quel ricordo ha riportato alla mente anche una pagina dolorosa vissuta in prima persona da chi scrive. All’epoca facevo parte della squadra dei collaboratori del Centro, dove sarei rimasto ininterrottamente, diventando giornalista professionista e continuando a lavorare per il quotidiano fino a tre anni fa. Ero il reporter della zona di Popoli e, quella sera, la redazione centrale mi inviò sul luogo dell’incidente insieme al collega Luigi Cuzzupoli, scomparso anch’egli negli anni successivi. L’incidente era avvenuto all’ingresso della galleria che da Bussi conduce a Popoli, territorio di nostra competenza insieme all’Alta Val Pescara e alla Valle Peligna. Quando arrivammo sul posto, i carabinieri ci comunicarono che per il giovane alla guida non c’era stato nulla da fare: era morto sul colpo. Solo pochi istanti dopo, quando venimmo a conoscenza del nome della vittima, comprendemmo che quella non era soltanto una tragedia della cronaca. La vittima era il nostro amico e collega Enea De Martiis. Fu proprio a noi, con il dolore ancora addosso, che toccò il difficile compito di telefonare alla redazione centrale per comunicare che il giovane morto nell’incidente era uno dei giornalisti del Centro. Una notizia che nessun cronista vorrebbe mai essere costretto a dare.

Accanto ai tanti volti storici presenti, non è passata inosservata l’assenza dell’attuale direttore de Il Centro, Luca Telese, così come quella di diversi giornalisti della prima generazione del quotidiano che ancora oggi lavorano nella redazione. Un’assenza notata da molti partecipanti in una serata che aveva l’obiettivo di celebrare la storia, i protagonisti e i valori che hanno contribuito a costruire uno dei giornali più importanti d’Abruzzo.

Il volume, in vendita al prezzo di 15 euro, è disponibile nelle librerie Mondadori e Ubik, sul sito delle Edizioni Solfanelli e su Amazon. Dopo Pescara sono già in programma nuove presentazioni nei principali centri dell’Abruzzo, per continuare a raccontare una storia che appartiene non solo al giornalismo, ma alla memoria collettiva della regione.

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