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DAL PRIMO DANCE CLUB DELLA VALLE PELIGNA AL NUOVO CONAD: LA STORIA CHE RIVIVE TRA LE MURA DI VIA PAPA GIOVANNI XXIII

di Claudio Lattanzio

Tra pochi giorni il punto vendita Conad Pingue di via Papa Giovanni XXIII riaprirà le porte con locali completamente rinnovati e nuovi servizi dedicati ai clienti. Per molti sarà semplicemente il ritorno di un supermercato più moderno. Per chi ha qualche anno in più, invece, quel luogo rappresenta un pezzo di storia della città, un edificio che ha accompagnato oltre mezzo secolo di trasformazioni sociali, economiche e culturali.

Prima della grande distribuzione, prima della Farmaceutica Leone e ancora prima delle insegne Ggs e Conad, quelle mura ospitarono infatti lo Snap, la prima vera discoteca di Sulmona e dell’intera Valle Peligna. Un locale che tra il 1968 e il 1971 cambiò il modo di vivere il tempo libero di un’intera generazione.

Salvatore Pantaleo

A raccontarne la nascita è Salvatore Pantaleo, allora appena ventiquattrenne, protagonista di un’intuizione destinata a lasciare il segno.

L’idea nacque quasi per caso, durante un pranzo con Nino Carletti, proprietario dello storico dancing “La Racchetta” di Montesilvano e rappresentante della Ceramica Sant’Agostino. Carletti, vedendo il grande locale appena realizzato dalla famiglia Pantaleo, lanciò una proposta destinata a cambiare tutto: trasferire a Sulmona tavoli, sedie e attrezzature che d’inverno restavano inutilizzate sulla costa e trasformare quello spazio in una sala da ballo.

«A settembre del 1968 caricai tutto a Pescara e lo portai a Sulmona», ricorda Pantaleo.

Fu una scommessa vincente. In città non esistevano locali di quelle dimensioni e, soprattutto, non esisteva un punto di ritrovo capace di richiamare i giovani dell’intero comprensorio. Fino ad allora si ballava nelle cantine o in piccoli locali improvvisati.

Lo Snap cambiò completamente lo scenario.

Da Popoli a Bussi, da Pratola Peligna a Piano d’Orta, centinaia di ragazzi raggiungevano via Papa Giovanni XXIII ogni domenica e in occasione delle festività. Natale, Carnevale, Befana, Capodanno: ogni appuntamento diventava un evento.

Le auto riempivano completamente la zona e il locale arrivava ad ospitare fino a mille persone, con una media di 800-900 ingressi nelle giornate ordinarie.

Il successo fu immediato.

Contrariamente a quanto si potrebbe immaginare oggi, allo Snap non c’erano disc jockey. La musica era rigorosamente dal vivo.

Per anni ad animare le serate furono soprattutto I Cinque dell’88, lo storico complesso sulmonese che ebbe successo anche a livello nazionale con il brano “Nella sera”, alternati solo per brevi periodi ad altri gruppi locali come gli “Scapigliati” con Peppino Palesse, Mario Candido, Ugo Bellei e Pietro Gigante.

Salvatore Pantaleo (il primo a sinistra) con Rosanna Fratello

Sul palco salirono anche artisti destinati a diventare protagonisti della musica italiana. Pantaleo ricorda ancora l’emozione per l’arrivo di Patty Pravo, seguita da Fred Bongusto, Ornella Vanoni, Rosanna Fratello, Peppino di Capri, i New Trolls, il Banco del Mutuo Soccorso, Il Rovescio della Medaglia e, nell’ultimo veglione di fine anno, Gloria Christian, che conquistò il pubblico con il repertorio napoletano. “Pensai anche di portare a Sulmona Mina”, dice con un pizzico d’orgoglio Pantaleo, “sarebbe stato un bel colpo per la Città e anche per il locale, ma il manager della cantante ci chiese 10 milioni che all’epoca erano tanti rapportati a quelli degli altri artisti, e fummo costretti a rinunciare”

I cachet, racconta sorridendo, oggi fanno quasi sorridere: 500 mila lire per Patty Pravo, un milione e settecentomila per la Vanoni, poco più di mezzo milione per Rosanna Fratello.

da sinistra: Italo Picini, Patty Pravo, Antonio Mancini e Maria Clotilde Iavarone

Ma il vero patrimonio dello Snap non furono gli spettacoli.

Quel locale diventò il cuore della socialità peligna.

«Lì sono nate tante coppie e tante famiglie», ricorda Pantaleo, sottolineando come intere generazioni abbiano trovato proprio su quella pista da ballo amicizie, fidanzamenti e matrimoni.

Tra i ricordi riaffiorano anche personaggi entrati nella memoria collettiva della città: Guido Molinaro, inflessibile nei controlli all’ingresso; Diego Grilli che con Antonio Mancini, Gennaro Mariani e Mario Carugno furono parte attiva nella gestione DELLA e nella scelta degli artisti. E poi Cesare Antomarchi che, insieme alla madre e al fratello Enrico tenevano banco; decine di ragazzi arrivati dai paesi vicini quando ancora occasioni di svago non esistevano. Ragazzi e ragazze che hanno trovato l’amore e si sono sposati dopo essersi conosciuti allo Snap. Erano assidui frequentatori del locale Giacomo Pantano, Andrea Iannamorelli, i fratelli Ubaldo e Gianfranco Santarelli, Carletto Bianchi e la moglie Rosanna D’Aurelio che proprio nello Snam fece il primo ballo al compimento dei suoi 18 anni. E ancora Maria Clotilde Iavarone, Aldo Tortora, Carlo D’Este, Lillino Bonitatibus, Franco Pingue, Livio Pallotta, Mirella Soccorsi, Francesco Bartolucci, Armando Sinibaldi, Giuseppe Di Tommaso, Luigi D’Alessandro, Mariella Masci, Rita di Michele, Totò Maiorano, Franco Cantelmi detto “Zucculon”, Enzo di Prospero e Margareth Angelastro e tanti altri ancora.

E c’è un particolare che sorprende ancora oggi.

«In quegli anni non ci sono mai state risse, mai scazzottate, mai problemi», racconta Pantaleo, attribuendo quel clima sereno sia alla presenza costante delle forze dell’ordine sia allo spirito con cui i giovani vivevano il divertimento.

Lo Snap, però, non era destinato a durare.

L’obiettivo della famiglia Pantaleo era valorizzare il locale per poi venderlo. Quando iniziarono ad aprire nuove sale da ballo, il pubblico si distribuì tra più locali e l’interesse imprenditoriale venne meno.

Nel 1971 arrivò così la cessione alla Farmaceutica Leone.

Negli anni successivi l’immobile cambiò ancora volto. Nel 1992 ospitò il supermercato della catena pescarese Ggs, mentre dal 2000 divenne uno dei punti vendita Conad, fino alla gestione attuale della famiglia Pingue.

Oggi, mentre gli operai completano gli ultimi interventi in vista della riapertura, quelle pareti continuano a custodire una memoria che va ben oltre gli scaffali e le casse.

Per migliaia di sulmonesi non sono soltanto i locali di un supermercato.

Sono il posto dove, nell’autunno del 1968, iniziò una piccola rivoluzione. Quella che regalò alla Valle Peligna la sua prima discoteca e offrì a un’intera generazione un luogo dove incontrarsi, innamorarsi e costruire ricordi destinati a resistere al tempo.

Il pieghevole del concerto dei New Trolls allo Snap il 17/12/71. Dopo 42 anni, Vittorio De Scalzi lo ha firmato nuovamente in occasione del concerto che il gruppo ha tenuto a Francavilla il 4 settembre 2019

3 commenti riguardo “DAL PRIMO DANCE CLUB DELLA VALLE PELIGNA AL NUOVO CONAD: LA STORIA CHE RIVIVE TRA LE MURA DI VIA PAPA GIOVANNI XXIII

  • Semplicemente fantastico!
    Lo SNAP è rimasto un mito per la città.

    Risposta
  • Pacella Claudio

    Ho un bellissimo e incancellabile ricordo dello Snap
    Quando venne Patty Pravo avevo più o meno dodici anni e non potevo entrare nel locale.
    Allora andai in via Spaventa (dietro il locale),dove entravano i cantanti , e arrivata Patty Pravo gli andai vicino gli diedi la mano, lei capì e mi fece entrare con lei nel locale.
    Vidi tutto lo spettacolo appoggiato ad una delle colonne dello Snap.
    Bellissima serata e bellissima lei, tutta in bianco, con l’immancabile minigonna !
    W gli anni 60/70!
    W lo Snap !

    Risposta
  • ma….. se via papa giovanni xx è la strada che fa angolo col tribunale, credo proprio sia il locale che, da pratola, con due amici venimmo a conoscere quando fu inaugurato. conservo ancora la foto che lo testimonia.

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