LA PORTA DEI PARCHI DI ANVERSA CELEBRA I 20 ANNI DELLA TRANSUMANZA
La transumanza compie vent’anni di tradizione e di storia che affonda le proprie radici nella storia dell’Appennino. La transumanza non ĆØ soltanto una tradizione millenaria ma rappresenta soprattutto un modello di gestione sostenibile del territorio che, nel corso dei secoli, ha favorito lo sviluppo dell’economia pastorale, ha modellato il paesaggio montano e ha contribuito alla conservazione della straordinaria biodiversitĆ che caratterizza i parchi abruzzesi.
Il pascolo estensivo costituisce ancora oggi un presidio essenziale per l’equilibrio ambientale e consente la convivenza con la grande fauna selvatica, inclusi i grandi carnivori simbolo dell’Appennino.
Vent’anni fa, La Porta dei Parchi, ad Anversa degli Abruzzi, ĆØ stata tra le prime realtĆ a promuovere la partecipazione dei visitatori alla transumanza, accompagnandoli lungo i tratturi insieme ai pastori e alle greggi.
Un’esperienza autentica che ha contribuito a valorizzare il patrimonio culturale, ambientale ed economico della pastorizia e che, nel tempo, ĆØ stata adottata da numerose altre realtĆ territoriali.
“Di questo percorso siamo profondamente orgogliosi.
Tuttavia, riteniamo fondamentale che la transumanza non venga ridotta a una mera occasione celebrativa o commemorativa.
Il suo riconoscimento acquista valore solo se accompagnato da un concreto sostegno alla pastorizia e a coloro che quotidianamente custodiscono il territorio, mantenendo viva una cultura materiale che rappresenta uno dei pilastri dell’identitĆ appenninica e una risorsa imprescindibile per il futuro delle nostre montagne” sottolinea Nunzio Marcelli, imprenditore e pastore dell’azienda La Porta dei Parchi.

Figure come Gregorio Rotolo, indimenticabile gigante della pastorizia di Scanno, Giulio Petronio con il suo canestrato di Castel del Monte e Nunzio Marcelli ad Anversa degli Abruzzi, con la sua storica cooperativa ASCA, insieme a Manuela Cozzi, non hanno solo “portato le pecore a spasso”.
Hanno dimostrato al mondo che la pastorizia estensiva ĆØ presidio del territorio, biodiversitĆ e un modello economico sostenibile per le aree interne che rischiavano lo spopolamento.
La transumanza fisica, il cammino lungo i tratturi, ha bisogno di braccia, gambe e di una conoscenza profonda delle rotte.
Figure come Domenico Iandimarino hanno custodito la memoria e la pratica delle vie d’erba tra Abruzzo, Molise e Puglia.
Sapere che oggi questo testimone ĆØ nelle mani di giovani come Matteo Stocchi, che raccoglie l’ereditĆ culturale e pratica di Nunzio, ĆØ la dimostrazione che la transumanza non ĆØ un pezzo da museo.
Cambiano i tempi, cambiano forse gli strumenti di comunicazione, ma il legame viscerale tra il pastore, il gregge e la terra resta intatto.





