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LA CUCINA ITALIANA PATRIMONIO IMMATERIALE DELL’UNESCO SABATO RENDERA’ OMAGGIO A L’AQUILA CAPITALE DELLA CULTURA

di Federica FardaĀ 

L’AQUILA – Un patrimonio immateriale Unesco onorerĆ  la Capitale italiana della Cultura 2026 sabato prossimo 4 luglio. SƬ tratta della Cucina italiana, l’ultimo riconoscimento che l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura ha riconosciuto all’Italia nell’ambito della tutela delle pratiche, tradizioni, saperi e feste tramandati di generazione in generazione.

Una nomina avvenuta lo scorso dicembre, venti giorni prima che il L’Aquila iniziasse il suo anno da capitale italiana della Cultura. L’appuntamento, promosso dall’Accademia italiana della Cucina, dal 2003 istituzione culturale della Repubblica italiana, o meglio dal suo coordinamento territoriale abruzzese, ĆØ stato illustrato stamattina in Comune, alla presenza del vicesindaco Raffaele Daniele.

L’Accademia italiana della Cucina era rappresentata dal vicepresidente vicario Mimmo D’Alessio, dal coordinatore territoriale dell’Abruzzo Nicola D’Auria e dal delegato dell’Aquila, Demetrio Moretti. Un incontro tra L’Aquila Capitale della Cultura e Cucina italiana Patrimonio Unesco, ĆØ stato sostanzialmente detto, fortemente voluto da ambo le parti, perchĆ© la cucina ĆØ cultura ed ĆØ un momento di socialitĆ  della vita di tutti.

ā€œIn particolare – ha sottolineato Nicola D’Auria – si parlerĆ  di cibo, cibo abruzzese, dall’antichitĆ  ad oggi, poichĆ© la cultura del cibo ĆØ la cultura che ci riguarda sia dal punto di vista economico, storico ma anche come storia di legamiā€. Un convegno, a partire dalle 10 a palazzo Spaventa nell’auditorium ā€œsala Giovanni Paolo IIā€, sulle origini della cucina abruzzese dal titolo ā€œGli Abruzzi gastronomiciā€ quale summa tra la cucina italiana patrimonio dell’Unesco e la cucina abruzzese patrimonio della cucina.

Dopo i saluti istituzionali, Chiara Delpino, dirigente della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Chieti e Pescara, illustrerĆ  ā€œLa cucina attraverso l’arte in Abruzzo- cimeli, suppellettili, affreschi, quadri, statue, sculture, documentiā€. Ad un antropologo dell’UniversitĆ  di Roma Tor Vergata ĆØ, invece, affidata ā€œla storia delle popolazioni abruzzesi con riferimenti all’alimentazioneā€.

SpetterĆ  alla storica dell’arte Simonetta De Felicis del Ministero Beni ed AttivitĆ  Culturali, addetto culturale Ambasciata italiana a Seul e attualmente nel Comitato dei Garanti per L’Aquila Capitale della Cultura, svelare come si mangiava ad Amiternum, sulle tracce di Staphilo ed invitarci al banchetto per Gaius Pompullius. Infine il ā€œlinguaggio dei modi comuni per descrivere il ciboā€ sarĆ  materia di Pierluigi Ortolano associato di Linguistica italiana presso il Dipartimento di Lettere, Arti e Scienze Sociali (Dilass) dell’UniversitĆ  degli Studi D’Annunzio di Chieti e Pescara.

ModererĆ  Maurizio Adezio, direttore del Centro Studi Abruzzo.

Nel corso del convegno sarĆ  presentata la pubblicazione ā€œGli Abruzzi gastronomiciā€ con riunite alcune ricette rappresentative di nove territori abruzzesi, in onore al numero delle delegazioni dell’Accademia italiana della Cucina presenti in regione, e che in questa occasione sarĆ  distribuito agli accademici che lo hanno prenotato.

Antonio Moscianese Santori delegato di Atri, Franco Santellocco Gargano delegato di Avezzano e della Marsica, Nicola D’Auria delegato di Chieti, Demetrio Moretti delegato dell’Aquila, Giuseppe Fioritoni delegato di Pescara, Giuseppe di Giovacchino delegato di Pescara Aternum, Giovanni D’Amario delegato di Sulmona, Claudio D’Archivio delegato di Teramo, Adri Cesaroni delegato del Vasto tutti insieme auspicano la partecipazione la più ampia partecipazione possibile degli Accademici di tutte le delegazioni abruzzesi.

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