VERDE PUBBLICO, PIZZOLA: SULMONA È ALL’ANNO ZERO
Verde pubblico, Pizzola: “Sulmona è all’anno zero. Serve un ufficio dedicato e una vera politica del patrimonio arboreo”
SULMONA, 30 giugno – La caduta dell’albero in piazza Capograssi, abbattuto dal forte vento dei giorni scorsi, riaccende il dibattito sulla gestione del verde pubblico cittadino. A intervenire è Mario Pizzola, che punta il dito contro quella che definisce una totale assenza di programmazione da parte dell’amministrazione comunale.
Secondo Pizzola, l’episodio rappresenta l’ennesima dimostrazione delle criticità strutturali nella gestione del patrimonio arboreo. «Non si può continuare a intervenire solo quando si verifica un’emergenza. Manca completamente un’attività di prevenzione perché, di fatto, a Sulmona non esiste una politica del verde urbano», sostiene.
L’ex consigliere ritiene che la città non sia preparata ad affrontare nemmeno eventi meteorologici ordinari, figurarsi quelli estremi, sempre più frequenti a causa dei cambiamenti climatici. Da qui la critica all’attuale organizzazione del servizio, affidato al comando della Polizia Locale. «Non è pensabile che un settore così delicato continui a essere gestito da un ufficio già impegnato nei propri compiti istituzionali», osserva.
La proposta è quella di istituire un vero e proprio Ufficio del Verde, composto da personale specializzato e incaricato di programmare gli interventi, seguire gli appalti, gestire le segnalazioni dei cittadini e mantenere un dialogo costante con associazioni e comitati.
Per Pizzola il problema è ancora più profondo. «Il Comune non conosce nemmeno la consistenza e lo stato del proprio patrimonio arboreo. Manca il catasto del verde, manca un regolamento comunale e manca un piano di settore che guardi ai prossimi dieci o quindici anni». Tra gli strumenti ritenuti indispensabili vengono indicati anche un piano pluriennale delle manutenzioni, un calendario delle potature, un programma dei tagli e dei reimpianti.
Il nodo, aggiunge, riguarda inevitabilmente anche le risorse economiche. «Non si può continuare a considerare il verde urbano come una voce marginale del bilancio comunale. Servono finanziamenti adeguati per garantire sicurezza, decoro e qualità della vita».
Nel mirino finiscono sia la precedente amministrazione guidata da Gianfranco Di Piero sia quella attuale del sindaco Luca Tirabassi. «La sindacatura Di Piero ha lasciato una pesante eredità, ma la nuova giunta non solo ha proseguito sulla stessa strada, bensì ha aggravato la situazione».
Pizzola richiama quindi alcuni interventi degli ultimi anni, ricordando che i 18 alberi abbattuti in piazza Garibaldi «non sono mai stati sostituiti», nonostante le indicazioni del tecnico incaricato dal Comune. Critica inoltre ulteriori abbattimenti effettuati, a suo dire senza valide motivazioni, in piazza Garibaldi, viale Roosevelt e piazza Venezuela, oltre alle potature eseguite la scorsa primavera in piazza Garibaldi, definite «vere e proprie capitozzature vietate dalla legge».
L’affondo finale è rivolto al vicesindaco con delega al verde, Mauro Tirabassi. «Non può limitarsi ad annunci estemporanei e al solito “ci stiamo lavorando”. I cittadini hanno il diritto di sapere su cosa stia lavorando il Comune e se esista finalmente la volontà di affrontare in modo strutturale la gestione del verde pubblico, oppure se si intenda continuare a procedere senza una reale programmazione», conclude Pizzola.



Quanto avrebbero potuto fare i precedenti Eletti
• CENTOFANTI “laurea in ingegneria”
• LA CIVITA “laurea in giurisprudenza”
• FEDERICO “laurea in medicina”
• RANALLI “laurea in economia”
• CASINI “laurea in economia e commercio”
• DI PIERO “laurea in giurisprudenza”
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TIRABASSI “laurea in giurisprudenza”, ha esercitato appena 1/5 del suo mandato…
L’assessore al “ramo” è inesperto…
Non si può essere tuttologi…
Forse la ripartizione tecnica dovrebbe istituire un ufficio/servzio dedicato “… e una vera politica del patrimonio arboreo”.
L’alternativa, comunque, potrebbe essere quella di individuare il prossimo sindaco da candidare nell’Albo dei laureati in “agraria”…
Non se ambientalista, potrebbe compromettere una visione oggettiva:
l’ambientalista vive in una grotta, ma pretende il wi-fi 5G per firmare la petizione online….