POLEMICA A SCURCOLA MARSICANA SULLE CONVOCAZIONI DEI CONSIGLI COMUNALI
SCURCOLA MARSICANA – Spett.li Consiglieri di Minoranza del Comune di Scurcola Marsicana,
alla luce delle vostre singolari dichiarazioni rilasciate alla stampa, si rende necessario riportare la
discussione sul terreno dei fatti, lasciando da parte interpretazioni fantasiose e polemiche costruite
più per fare notizia che per rappresentare la realtà .
La convocazione del Consiglio comunale del 29 giugno ĆØ avvenuta nel pieno rispetto del Testo Unico
degli Enti Locali, dello Statuto comunale e del Regolamento per lo svolgimento delle sedute del
consiglio e della giunta comunale in videoconferenza approvato recentemente. Norme semplici,
chiare e facilmente consultabili, anche se qualcuno sembra ricordarsene soltanto quando può
trasformarle in un argomento di polemica.
Ć opportuno ricordare, inoltre, un particolare che particolare non ĆØ: dal 2011 il Consiglio
comunale viene convocato dal Presidente del Consiglio Comunale e non dal Sindaco. Una
distinzione elementare, soprattutto per chi ha ricoperto incarichi amministrativi e ha partecipato per
anni alla vita dell’Ente. Evidentemente la memoria istituzionale, come quella selettiva, può riservare
qualche sorpresa.
Al momento della convocazione tutti gli atti risultavano regolarmente depositati presso la Segreteria
comunale, come previsto dalla normativa. Sostenere che i termini fossero “impossibili” o che la
documentazione non fosse accessibile significa descrivere una realtĆ diversa da quella documentata.
Gli uffici comunali osservano da sempre orari ben noti: venerdƬ dalle 8.00 alle 14.00 e lunedƬ
dalle 8.00 alle 14.00 e dalle 15.00 alle 18.00. Se si sceglie di presentarsi cinque minuti prima
dell’inizio della seduta anzichĆ© consultare gli atti negli orari previsti, difficilmente la
responsabilità può essere attribuita al Sindaco.
Va aggiunto, per completezza, che per il Consiglio in questione lāArea Tecnica non ha predisposto
alcuna delibera. Anche questo dato, piuttosto rilevante, sembra essere sfuggito a chi oggi pretende di
costruire polemiche su presunti disservizi che, nei fatti, non trovano riscontro.
L’Amministrazione ha operato con correttezza, trasparenza e senso delle istituzioni, garantendo la
piena disponibilitĆ della documentazione e il rispetto delle prerogative di ogni consigliere. Le regole,
però, restano regole: non cambiano significato in base alle esigenze della polemica del giorno, né
diventano improvvisamente elastiche quando occorre trovare un pretesto.
Anche il richiamo alla direttiva interna richiede una precisazione. L’Ente ha successivamente
adeguato la produzione e la trasmissione degli atti al Codice dell’Amministrazione Digitale, adottando
procedure conformi alla normativa vigente e disponendo l’utilizzo del formato PDF/A, unico formato
legale per i documenti della Pubblica Amministrazione. Sarebbe bastato verificare questi
aggiornamenti prima di formulare accuse infondate, evitando cosƬ una polemica tanto sterile quanto
fuorviante per la comunitĆ . Questa Amministrazione continuerĆ a lavorare con serietĆ e responsabilitĆ , senza lasciarsi distrarre da ricostruzioni parziali dei fatti, da improvvisi risvegli della memoria istituzionale o dalla ricerca di visibilitĆ mediatica. I cittadini meritano chiarezza, fatti e rispetto della veritĆ . Tutto il resto ĆØ rumore. E, come spesso accade, il rumore serve soprattutto a coprire la mancanza di argomenti.


