L’AQUILA CAPITALE CULTURA. DAL 2 LUGLIO MOSTRA DELL’ARTISTA GIAPPONESE SHU TAKAHASHI
L’AQUILA – GiovedƬ 2 luglio 2026 alle ore 18.00, la Fondazione Giorgio de Marchis Bonanni dāOcre inaugura il secondo progetto diĀ Nanakorobi Yaoki Cadere sette volte, rialzarsi lāottava,Ā manifestazione culturale inserita nel programma dellāAquila Capitale italiana della Cultura 2026, sostenuta e promossa dal Comune dellāAquila:Ā Shu Takahashi. Un artista giapponese nella collezione di Giorgio de Marchis. Un mondo fluttuante tra Oriente e Occidente, a cura diĀ Anna Imponente,Ā giĆ Direttrice di Sezione alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma, nonchĆ© Soprintendente emerita ai Beni Culturali della sede aquilana, in collaborazione conĀ Ari Takahashi, con lāideazione, promozione e direzione artistica della Fondazione Giorgio de Marchis.
Il progetto si avvale del patrocinio dellāAmbasciata del Giappone in Italia e dellāIstituto Giapponese di Cultura a Roma (Japan Foundation å½éäŗ¤ęµåŗé).
La mostra intende approfondire il dialogo culturale tra Italia e Giappone attraverso il rapporto umano e intellettuale che legò Shu Takahashi, artista tra i più rappresentativiĀ del legame tra le avanguardie europee e la tradizione orientale, vissuto a lungo in Italia,Ā a Giorgio de Marchis, giĆ Soprintendente della Galleria Nazionale dāArte Moderna e poi Direttore dellāIstituto Italiano di Cultura a Tokyo. Esito di tale amicizia fu il dono di una serie di opere, conservate oggiĀ nella Collezione della Fondazione, che costituiscono il nucleo principale dellāesposizione, accanto a prestiti provenienti da importanti collezioni pubbliche e private, italiane e giapponesi. Lāesposizione si presenta come lāesito di un percorso curatoriale legato alla valorizzazione del lavoro dellāartista.
La serata di inaugurazione si svolgerĆ alla presenza di Anna Imponente, Ari Takahashi, figlio di Shu Takahashi,Ā e di Yusuke Okamura, allievo e assistente del maestro, e sarĆ arricchita dallāintervento di Giuseppe Di Natale – Docente di Storia dellāArte Contemporanea UniversitĆ degli Studi dellāAquila – dal titoloĀ Sui rapporti tra la calligrafia giapponese e gli artisti non figurativi del secondo dopoguerra: alcuni casi studio.
Come scriveĀ Anna Imponente: Ā«Strana lāeleganza, lo splendore, lāintensitĆ ineguagliata della sua arte. Fatta di semplificazioni estreme, lāinnocenza di sensazioni tattili, lāepifania di nuovi materiali, i colori di lacca. La levigatezza delle cose perfette negli incastri delle superfici centinate in legno cariche di fatica senza sforzo apparente e il paradosso di galleggiare aeree antigravitazionali. [ā¦] Con la permeabilitĆ del suo spirito Takahashi trasforma in realtĆ il sogno sublime di attraversare i muri dello studio unendo in un continuo fluire Oriente e Occidente, contenere universi di modernitĆ e tradizione. [ā¦] Nei quadri di Takahashi i bordi tracciano i grandiosi confini del mondo, estasi in solitudine dinanzi a cielo, terra, vento, fuoco, acqua nelle opere recenti sulle pareti di una pagoda buddista in Giappone. Contengono lāemozione dellāinfinito come i ātagli ādi Fontana, il nero ĆØ logica delle tenebre, velo del nulla, buio che può fagocitare.Ā»
Come scrive la direttrice della Fondazione,Ā Diana Di Berardino: Ā«Il progettoĀ Nanakorobi Yaoki Cadere sette volte, rialzarsi lāottavaĀ intende valorizzare e approfondire il dialogo che il territorio aquilano e la Fondazione stessa intrattengono con il Giappone, un Paese lontano geograficamente, ma affine per storia e sensibilitĆ . Due territori che condividono una memoria segnata da esperienze simili, che hanno conosciuto il dolore della distruzione attraverso i terremoti, ma che, nello stesso tempo, hanno superato attraverso lāarte, la cultura e la memoria. Puntualmente questi luoghi hanno avuto la forza di affrontare il destino e di tornare a vivere e a ricostruire. Ma non ĆØ solo il terremoto ad accomunare i due Paesi: LāAquila ha dato i natali a Giorgio de Marchis, protagonista della vita culturale italiana, fine intellettuale, critico dāarte, dirigente del Ministero della Cultura e per quindici anni Direttore dellāIstituto Italiano di Cultura a TÅkyo. De Marchis e Takahashi condividevano una profonda amicizia, la grande passione per lāarte e un sincero amore per le due terre che hanno unito i loro vissuti.Ā»
MartedƬ 14 luglio 2026 alle ore 17.30Ā sarĆ dedicato ad un incontro di approfondimento traĀ Gianluigi BellucciĀ – Docente di Editoria dāArte e Grafica dāArte Accademia di Belle Arti dellāAquila -, Donatella Cecchin – Restauratrice e conservatrice opere dāarte – e Valentina Equizi – Artista e Graphic designer – sul temaĀ Dialogo sulla poetica di Shu Takahashi. Geometrie del profondo.Ā



