ACQUA FINITA NEL SERBATOIO: BADIA RESTA A SECCO
Acqua finita nel serbatoio, Badia resta a secco: monta la protesta dei residenti
SULMONA, 30 giugno – I primi effetti dell’emergenza idrica si fanno sentire anche sul territorio comunale di Sulmona. Nella frazione di Badia, infatti, diverse abitazioni sono rimaste senza acqua a causa dello svuotamento del serbatoio di alimentazione, con pesanti disagi per le famiglie residenti.
A denunciare la situazione è Catia Puglielli, responsabile del Tribunale per i Diritti del Malato, che raccoglie le segnalazioni dei cittadini e punta il dito contro la mancanza di comunicazioni da parte del gestore del servizio.
«I rubinetti di questa frazione non gettano una goccia e la situazione è ormai insostenibile. Alcuni residenti si sono mossi tempestivamente per segnalare il problema, ma l’unica risposta ricevuta è stata il silenzio assoluto. Oltre a subire un disservizio gravissimo che sta compromettendo la vita quotidiana di intere famiglie, siamo stati lasciati senza alcuna spiegazione ufficiale», afferma Puglielli.
L’esponente del Tribunale per i Diritti del Malato chiede quindi un intervento immediato dell’amministrazione comunale nei confronti della Saca affinché venga fatta chiarezza sulle cause del disservizio e sui tempi necessari al ritorno alla normalità.
«Pretendiamo di conoscere quando il problema sarà risolto e, soprattutto, che venga garantita un’informazione trasparente e tempestiva ai cittadini, elemento che in questa vicenda è completamente mancato», conclude.
Dal canto suo, la Saca conferma di essere già al lavoro per ripristinare il servizio. «Stiamo intervenendo per riportare la situazione alla normalità nelle abitazioni interessate. Il problema è stato determinato dallo scaricamento del serbatoio di rifornimento», fanno sapere dall’azienda, senza indicare, al momento, i tempi previsti per il completo ripristino dell’erogazione.
L’episodio rappresenta uno dei primi segnali concreti delle difficoltà legate all’attuale crisi idrica, destinata a mettere sotto pressione la rete di distribuzione soprattutto nelle zone più periferiche e alle quote più elevate del territorio comunale.



CHISSÀ se i vertici della SACA sanno le tempistiche, visto il loro recente intervento.
Il presidente, ormai ex avvocato, diventato politico a tutto tondo , evita accuratamente di esporsi o rispondere. Che delusione, lo stimavo come professionista.