SCAVALCA LA RECINZIONE DELLA CASA DELL’EX E L’AGGREDISCE: 53ENNE RINVIATO A GIUDIZIO
SULMONA – Sarà il tribunale a fare piena luce su una lunga serie di presunti episodi di violenza, minacce e persecuzioni ai danni dell’ex compagna e dei suoi familiari.
Il giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Sulmona, Emanuele Lucchini, ha disposto il rinvio a giudizio di un 53enne, accusato di maltrattamenti in famiglia e di una serie di condotte culminate con due arresti in flagranza.
Il processo, che si svolgerà con rito abbreviato condizionato all’esame della persona offesa, è stato fissato per il prossimo 24 settembre.
Tre gli episodi contestati dalla Procura.
Il primo risale al 1° febbraio, quando l’uomo si sarebbe scagliato contro il suocero, ritenuto responsabile di non essere riuscito a ricucire il rapporto ormai compromesso con la figlia.
Sul posto intervennero i carabinieri della stazione di Sulmona che, nel corso degli accertamenti, scoprirono come nei confronti del 53enne pendesse già un avviso di garanzia per molestie. Per quell’episodio scattò l’arresto in flagranza.
Il secondo episodio è datato 7 febbraio. Proprio quel giorno gli agenti della Squadra Anticrimine del commissariato di Sulmona gli notificarono la misura cautelare del divieto di avvicinamento alla ex compagna, con distanza minima di un chilometro e applicazione del braccialetto elettronico, successivamente attenuata.
Secondo quanto emerso dalle indagini, l’uomo avrebbe sottoposto la donna a continue vessazioni fatte di messaggi insistenti, minacce, appostamenti sotto casa e ripetuti suoni del campanello.
A questi comportamenti si sarebbero aggiunte anche aggressioni fisiche.
La donna, ascoltata dagli investigatori, consegnò fotografie che documentavano i lividi riportati in seguito alle percosse, elementi che portarono alla contestazione del reato di maltrattamenti in famiglia e all’emissione della misura cautelare da parte del gip.
L’ultimo episodio contestato risale al 6 aprile scorso. Stando all’accusa, il 53enne avrebbe scavalcato la recinzione dell’abitazione dell’ex compagna, sarebbe entrato nella proprietà e l’avrebbe strattonata all’interno della casa, sostenendo di voler vedere i figli minori. Anche in quell’occasione l’uomo venne arrestato.
Nel corso dell’udienza preliminare, il difensore, l’avvocato Stefano Michelangelo, ha chiesto la sostituzione della misura cautelare degli arresti domiciliari con il divieto di avvicinamento.
Su questa istanza il giudice si pronuncerà successivamente, mentre il procedimento penale entrerà nel vivo con l’udienza del 24 settembre.


