SANITÀ DIGITALE, L’ABRUZZO ACCELERA: IMMAGINI RADIOLOGICHE CONDIVISE
Sanità digitale, l’Abruzzo accelera: immagini radiologiche condivise, Intelligenza Artificiale e ricostruzioni 3D nelle sale operatorie
PESCARA – Un archivio unico regionale per le immagini radiologiche, l’integrazione dell’Intelligenza Artificiale nella diagnostica e la possibilità di pianificare gli interventi chirurgici attraverso ricostruzioni tridimensionali degli organi. È la nuova frontiera della sanità abruzzese illustrata oggi dal presidente della Regione, Marco Marsilio, e dall’assessore alla Salute, Nicoletta Verì, nel corso della presentazione del progetto Vendor Neutral Archive (VNA), infrastruttura digitale destinata a mettere in rete le quattro Asl della regione.
L’iniziativa, sviluppata nell’ambito degli interventi finanziati dal PNRR, consentirà di centralizzare tutte le immagini radiologiche prodotte dalle aziende sanitarie, permettendo ai medici autorizzati di consultarle in tempo reale indipendentemente dalla struttura in cui sono state eseguite.

Secondo Marsilio, il nuovo sistema rappresenta «un passo in avanti straordinario» per una regione che, fino a pochi anni fa, occupava le ultime posizioni nazionali nella sanità digitale. «Centralizzare le immagini significa evitare inutili duplicazioni degli esami, ridurre i tempi delle diagnosi e garantire continuità assistenziale ai pazienti», ha spiegato il presidente.
Nel corso della conferenza è stato anche rilanciato l’appello ai cittadini affinché autorizzino l’attivazione del Fascicolo Sanitario Elettronico. Marsilio ha assicurato che non esistono rischi per la tutela della privacy, evidenziando come il consenso permetta ai sanitari di accedere rapidamente alla storia clinica del paziente, soprattutto nelle situazioni di emergenza.

L’assessore Verì ha sottolineato che il progetto si inserisce in una strategia più ampia di modernizzazione del sistema sanitario regionale avviata nel 2022. Grazie alla nuova piattaforma, non saranno più soltanto i radiologi a poter consultare gli esami, ma tutti i professionisti coinvolti nel percorso di cura, dai medici di medicina generale ai pediatri, favorendo decisioni cliniche più rapide e appropriate.
Addio, quindi, ai tradizionali supporti fisici e ai dischetti spesso incompatibili tra loro: l’obiettivo è uniformare l’accesso alle informazioni sanitarie in tutte le strutture regionali.
Il consulente tecnico della Presidenza, Riccardo Urbani, ha spiegato che la piattaforma supera la frammentazione dei sistemi informatici delle singole Asl, consentendo la consultazione incrociata delle immagini diagnostiche e rendendo disponibile lo storico clinico dei pazienti, con dati archiviati dal 2020 per la Asl di Teramo e dal 2024 per le altre aziende sanitarie.
Ma la vera novità riguarda l’ingresso dell’Intelligenza Artificiale e della visualizzazione tridimensionale nella pratica clinica.
Attraverso il software MEDXR, le comuni Tac e risonanze magnetiche possono essere trasformate in modelli tridimensionali interattivi, consentendo ai chirurghi di osservare e “manipolare” virtualmente organi e strutture anatomiche prima dell’intervento.
«Sembra fantascienza», ha commentato Marsilio dopo aver assistito a una dimostrazione del sistema. «È possibile vedere un cuore pulsare in tre dimensioni sullo schermo, sezionarlo virtualmente e simulare l’intervento prima ancora di entrare in sala operatoria, riducendo i margini di rischio e migliorando la pianificazione chirurgica».
Le applicazioni, illustrate dal primario radiologo Vincenzo Di Egidio e dal chirurgo toracico Antonio Fabio De Filippis, rappresentano una delle evoluzioni più avanzate della diagnostica per immagini e saranno progressivamente integrate con la telemedicina regionale.
Il percorso di sviluppo non si fermerà alla radiologia. La piattaforma sarà infatti estesa anche alla patologia digitale, con la gestione dei vetrini virtuali, all’endoscopia ad alta definizione e alla cardiologia, creando un sistema unico di Enterprise Imaging capace di offrire una visione completa e continuativa della storia clinica del paziente.
L’obiettivo finale è ridurre gli esami ripetuti, migliorare la collaborazione tra gli specialisti e rendere più rapide diagnosi e cure, rafforzando al tempo stesso l’attrattività della sanità abruzzese anche sotto il profilo della ricerca e dell’innovazione tecnologica.




… e le liste d’attesa?