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L’ORA PIÙ BUIA PER IL TENNIS A SULMONA: LA REGIONE DECRETA LA MORTE DELLA TERRA ROSSA

È l’anno zero per il tennis sulmonese, il colpo di spugna definitivo che rischia di cancellare per sempre la terra rossa dal panorama sportivo cittadino. Con la delibera numero 384, la giunta regionale ha ordinato lo sfratto immediato dell’Asd Tennis Club dal complesso “Trinchini” all’Incoronata. Si tratta di un vero e proprio dramma sociale: l’ordine è quello di liberare i campi subito, senza se e senza ma, lasciando da un giorno all’altro oltre 400 iscritti – tra cui tantissimi bambini e giovani delle scuole d’addestramento – senza un pezzo di terra dove poter rimbalzare una pallina.

Ciò che rende la vicenda un’autentica tragedia burocratica è il clamoroso voltafaccia compiuto dai palazzi dell’Aquila negli anni. Nel 2020, infatti, la stessa amministrazione regionale guidata dal presidente Marsilio aveva firmato una delibera (la numero 73) che sembrava aver blindato il futuro dell’impianto. In quell’occasione, la Regione riconosceva l’alto valore “sociale e culturale” dell’attività svolta dal Tennis Club, prevedendo un accordo transattivo per sanare i vecchi canoni arretrati (scaduti nel 2007) e un affidamento diretto della struttura proprio a tutela della comunità.

A distanza di sei anni, durante i quali gli uffici regionali non hanno mai dato seguito a quella promessa lasciando la società in un limbo contrattuale, la stessa giunta ha deciso di sconfessare se stessa. Con un cinismo normativo che lascia sbigottiti, il valore sociale è stato improvvisamente disconosciuto: oggi la Regione dichiara che il plesso “Trinchini” ha «rilevanza economica» ed è suscettibile di «sfruttamento commerciale», rendendo obbligatoria una gara a evidenza pubblica. Non solo: l’impianto è stato inserito freddamente nel piano delle alienazioni. L’obiettivo non è più garantire lo sport ai cittadini, ma tutelare il patrimonio e, potenzialmente, vendere al miglior offerente

Mentre il sodalizio sportivo, storicamente guidato da Giancarlo Bonasia, affida la battaglia legale ai propri avvocati per un disperato accesso agli atti, Sulmona si prepara a piangere la morte di un altro pezzo della sua storia. Il timore che si trasforma in incubo è lo spettro dell’abbandono. La Regione pretende la restituzione delle chiavi prima ancora di sapere a chi affidare la struttura o cosa farne. La burocrazia spegnerà i riflettori sui campi e, nel giro di pochi mesi, le sterpaglie e l’incuria prenderanno il sopravvento, riducendo la gloriosa terra rossa dell’Incoronata in polvere.

Un film horror già visto in città. Soltanto due anni fa, Sulmona assisteva inerme alla chiusura definitiva dello storico impianto della Marelli, un’altra immensa oasi sportiva abbandonata a se stessa e dimenticata da tutti. Oggi il copione si ripete, ma su scala ancora più tragica.

Davanti a questa esecuzione patrimoniale, l’aspetto più amaro resta il silenzio assordante della politica locale, incapace di difendere un presidio fondamentale per lo sport cittadino.

Se la battaglia legale dell’Asd Tennis Club non dovesse sortire gli effetti sperati, il sipario sul tennis a Sulmona calerà definitivamente, lasciando dietro di sé solo cancelli chiusi con il lucchetto e il vuoto desolante di una città che perde un altro pezzo del proprio futuro.

7 commenti riguardo “L’ORA PIÙ BUIA PER IL TENNIS A SULMONA: LA REGIONE DECRETA LA MORTE DELLA TERRA ROSSA

  • evidentemente hanno trovato a chi far vincere la gara !!!!!

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  • Fabio Forcucci

    omissis….”prevedendo un accordo transattivo per sanare i vecchi canoni arretrati (scaduti nel 2007) e un affidamento diretto della struttura proprio a tutela della comunità”…..
    Mi chiedo dal 2020 quali e quante attività sono state posta in essere dalle varie amministrazioni che si sono succedute, per dare consistenza all’accordo transattivo?
    E ora la colpa è della Regione??????
    Ma per piacere…

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  • SalviamoSulmona

    In ogni caso, un’altra buona notizia per la città che non si fa mai mancare nulla.

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  • Una realtà educativa e sportiva di notevole spessore,ma la politica dovrebbe battersi a che questa realtà possa proseguire dando lustro educativo ad una cittadina ormai famosa solo per spaccio e degrado.

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  • era ora! andrebbero fatti i conticini anche alle tante società sportive sulmonesi che gestiscono impianti e attività che, di fatto, sono attività commerciali coperte da paravento. Stesso discorso per la qualità nell’uso degli impianti, palestre scolastiche e altro sempre a titolo gratuito, senza responsabilità diretta e soprattutto senza controllo amministrativo. l’assessore del ramo ? di oggi come di allora, assente sempre. i voti non si toccano

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