L’AQUILA. FESTIVAL CITTA’ DEL MEDIOEVO DELL’UNIVAQ E QUELLE CROCI BIANCHE E ROSSE
L’AQUILA – Con croci bianco-rosse, sostanzialmente disposte direttamente una sopra allāaltra e una a fianco allāaltra con il rombo centrale rosso anzichĆ© bianco e poi ancora più semplici nella seconda metĆ superiore: cosƬ era la facciata della basilica di Collemaggio prima della distruzione, per il terremoto del 1348. Le foto, o meglio i disegni, sono stati mostrati dalla professoressa dellāUniversitĆ del capoluogo abruzzese Cristiana Pasqualetti nel suo intervento al Festival delle cittĆ del Medioevo allāAuditorium del Parco del Castello.
Un Festival di quattro giorni, giunto alla IV edizione promosso dallāUniversitĆ degli Studi dellāAquila e dal Comune dellāAquila e ben inserito nel programma LāAquila Capitale italiana della Cultura e dal titolo āLa Pace e la Guerra. Mura e Pontiā.
La docente Cristiana Pasqualetti nel suo intervento ha trattato il tema āUna cittĆ sotto assedio: la Guerra dellāAquila illustrataā. Le illustrazioni mostrate, abbastanza coeve ai fatti, appartengono alla Biblioteca comunale Augusta di Perugia.
A prima vista le immagini appaiono abbastanza simili alla configurazione attuale della facciata. Certo cāĆØ unāimpostazione più semplice, più schematica: il profilo più voluminoso del portale o rosone centrale, ad esempio, non compaiono.
Ć stata una relazione seguita con interesse dal numeroso pubblico presente in sala che ha poi assistito anche al successivo Dialogo tra Franco Cardini e Gianluca Sadun Bordoni su Guerre e Guerre giuste moderato da Amedeo Feniello E se SantāAgostino parava di guerre giuste e guerre ingiuste, un suo seguace, il figlio del suo ordine, lāattuale Papa Leone XIV afferma che āparlare di guerra giusta ĆØ un azzardo āpoichĆ© bisogna ricordare che āla battaglia ĆØ prima distruttiva e poi decisiva, poichĆ© quando si fa la guerra, si pensa anche alla pace. Ed inoltre tenere sempre a mente che la guerra ĆØ un camaleonte che cambia natura ma non lo scopo originario, quello, cioĆØ di distruggere lāavversarioā.
Grande successo sta riscuotendo lāinnovazione tecnologica applicata al passato con le visite immersive in una cittĆ di Amiternum, perfettamente ricostruita in base a dati reali acquisiti nel corso delle campagne scavi condotte dal professor Alfonso Forgione, e nella vita entro le mura del castello di Ocre. A tutti i relatori viene fatto omaggio del cavallo aquilano riprodotto in legno dallāartigiano di Fossa Diego Di Fabio.
Si tratta di una pedina degli scacchi ritrovata negli scavi del castello di Preturo e di fattura musulmana che qui, in zona, sono giunti attraverso i commerci che partivano dal mar Baltico e probabilmente al seguito di un cavaliere normanno. Il Festival si concluderĆ stasera: nel pomeriggio da segnalare, a partire dalle 16.30 un excursus con Simonetta Ciranna, Antonio Di Stefano e Patrizia Montuori su āFortificazioni dāAbruzzo.
Storia, arte e restauroā. Lāultimo appuntamento alle 22,30 con Allāimprovviso la rima: battagliare in versi di e con Gianluca Foresi.



