FIBRA TRANCIATA RADIOLOGIA IN TILT
Fibra tranciata, Radiologia in tilt: pazienti rimandati a casa senza preavviso
CASTEL DI SANGRO, 29 giugno – Arrivano in ospedale all’orario fissato, convinti di poter effettuare l’esame prenotato da settimane, ma scoprono soltanto una volta giunti in Radiologia che tutto è fermo. Nessun avviso preventivo, nessuna telefonata per evitare viaggi inutili. È quanto accaduto per due giorni consecutivi, la scorsa settimana, all’ospedale di Castel di Sangro, dove il reparto di Radiologia è rimasto paralizzato a causa dell’ennesimo guasto alla rete provocato durante i lavori per la posa della fibra ottica.
Gli esami diagnostici non sono stati eseguiti e numerosi pazienti, alcuni dei quali provenienti da località distanti anche 40 o 50 chilometri, sono stati costretti a tornare a casa senza aver potuto effettuare la prestazione sanitaria.
«Si tratta di persone con problemi di salute, magari anche gravi. Sarebbe bastata una telefonata per informarci del disservizio e risparmiarci un viaggio inutile. Una telefonata non costa nulla e mi auguro che chi di dovere prenda dei provvedimenti», protesta una delle pazienti rimaste coinvolte nei disagi.
A spiegare quanto accaduto è il direttore generale della Asl 1, Paolo Costanzi, che attribuisce il blocco a un nuovo danneggiamento della rete. I tecnici della ditta incaricata dei lavori avrebbero infatti tranciato i cavi della fibra ottica, interrompendo i collegamenti indispensabili per il funzionamento del servizio.
Non si tratta però di un episodio isolato. È il terzo caso analogo verificatosi negli ultimi mesi nell’area peligno-sangrina. Un’interruzione simile aveva interessato nelle scorse settimane anche l’ospedale dell’Aquila, causando analoghi disagi.
Per evitare che situazioni del genere possano ripetersi, Costanzi ha annunciato un intervento strutturale. «Ho in procinto di attivare, con evidenti costi aggiuntivi, una linea garantita tramite ponti radio. La richiesta all’operatore era già stata avanzata dopo la precedente interruzione», ha spiegato il manager della Asl, annunciando anche un incontro previsto nei prossimi giorni per individuare una soluzione definitiva al problema.
Resta però l’amarezza dei pazienti, che ancora una volta hanno pagato le conseguenze di un disservizio tecnico senza ricevere alcuna comunicazione preventiva, nonostante la fragilità delle condizioni di salute di molti di loro.



