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AGIR, NUOVO SCONTRO POLITICO: IL SINDACO RESPINGE LE ACCUSE MENTRE LA BIANCHI RILANCIA CON UNA PROPOSTA DI RIFORMA

SULMONA – Non si placa il confronto politico sulla rappresentanza di Sulmona all’interno dell’AGIR, l’Autorità per la Gestione Integrata dei Rifiuti. Dopo le polemiche degli ultimi giorni, va in scena un nuovo botta e risposta tra il sindaco Luca Tirabassi, affiancato dalla giunta e dai consiglieri di maggioranza, e Elisabetta Bianchi, portavoce e responsabile di Direzione Sulmona.

La maggioranza replica duramente alle critiche dell’opposizione, sostenendo che la polemica nasce da una scarsa conoscenza dello Statuto dell’AGIR e del regolamento comunale. Secondo Tirabassi, il consiglio direttivo dell’Autorità era stato eletto nel novembre 2024, quando Sulmona era amministrata dal centrosinistra, e ha una durata triennale. Di conseguenza, nell’assemblea del 16 giugno scorso non esisteva alcuna possibilità statutaria di eleggere un nuovo componente, poiché i tre sindaci già in carica erano stati tutti rieletti nei rispettivi Comuni e avevano mantenuto i requisiti per restare nel direttivo.

Per questo motivo, il sindaco definisce “tardiva e inutile” la domanda di attualità presentata dalla minoranza in Consiglio comunale e accusa gli avversari di alimentare una polemica fondata su ricostruzioni prive di riscontro normativo. Nel comunicato non manca un affondo politico nei confronti di Direzione Sulmona e della sua portavoce Elisabetta Bianchi, indicata come la “musa ispiratrice” della minoranza. Tirabassi rivendica inoltre la piena leadership dell’amministrazione comunale, respingendo le accuse di scarsa incisività e ribaltando le contestazioni sull’opposizione, descritta come divisa e priva di una linea politica condivisa.

La risposta di Direzione Sulmona, tuttavia, sposta il confronto dal piano della polemica a quello delle proposte istituzionali. Elisabetta Bianchi prende atto che l’attuale composizione del direttivo AGIR non può essere modificata, ma invita la maggioranza a dimostrare concretamente la volontà di difendere gli interessi della città.

La proposta è quella di approvare all’unanimità una mozione in Consiglio comunale che impegni formalmente sindaco e giunta a promuovere una modifica della legge regionale istitutiva dell’AGIR. L’obiettivo è introdurre un posto di diritto nel consiglio direttivo per tutti i Comuni che ospitano impianti di trattamento dei rifiuti o discariche, garantendo così una rappresentanza stabile ai territori maggiormente interessati dalle cosiddette servitù ambientali.

Direzione Sulmona chiede inoltre il coinvolgimento dell’intera filiera istituzionale regionale, rivolgendo un appello alle consigliere regionali Antonietta La Porta, Maria Assunta Rossi e Marianna Scoccia, affinché sostengano la proposta di riforma in Consiglio regionale.

Il nuovo scambio di accuse conferma come la questione AGIR sia ormai diventata uno dei principali terreni di scontro politico cittadino. Da una parte la maggioranza rivendica il rispetto delle norme e accusa l’opposizione di alimentare polemiche infondate; dall’altra Direzione Sulmona insiste sulla necessità di trasformare il confronto in iniziative legislative capaci di rafforzare il peso di Sulmona nelle scelte strategiche sul ciclo dei rifiuti.

La sfida, ora si sposta agli atti amministrativi. Sarà il Consiglio comunale a dire se la proposta di una riforma della governance dell’AGIR riuscirà a raccogliere un consenso trasversale oppure se il confronto resterà confinato nell’ennesimo scontro politico tra maggioranza e opposizione. La solita scaramuccia fine a se stessa.

Un commento su “AGIR, NUOVO SCONTRO POLITICO: IL SINDACO RESPINGE LE ACCUSE MENTRE LA BIANCHI RILANCIA CON UNA PROPOSTA DI RIFORMA

  • Qualcuno vuole informare il cittadino di che morte deve morire? Di discarica? Quel po’ che si sa è che la monnezza di una regione si concentra a Sulmona e che i sindaci del circondario, compreso quel borgo che si vanta di essere il capoluogo, non ottemperano ai pagamenti. Per favore diteci in termini semplici come sta la situazione, grazie. Punto secondo, l’acqua: come funziona questo voler fare un unico grande consorzio regionale dove l’acqua mia non è più mia ma di tutti e ce la berremo a Pescara, su tutta la costa? Ma proprio in mutande ci volete ridurre? Qualcuno faccia chiarezza. Grazie

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