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UNA CLASS ACTION PER TUTELARE L’IMMAGINE DI CIVITELLA ALFEDENA

CIVITELLA ALFEDENA, 28 giugno – Una class action per tutelare l’immagine turistica di Civitella Alfedena, finita al centro dell’attenzione mediatica dopo la vicenda delle due sorelle di 12 e 16 anni allontanatesi dalla casa famiglia del paese e ritrovate dopo due settimane a Formia. L’iniziativa è stata lanciata dal ristoratore Francesco Torella, che invita cittadini, operatori economici e amanti del borgo ad aderire a un’azione legale congiunta per contrastare quelli che definisce i danni arrecati all’immagine del paese.

Secondo Torella, nelle ultime settimane sarebbero state diffuse ricostruzioni e commenti che nulla avrebbero avuto a che fare con i fatti, ma che avrebbero finito per screditare una località conosciuta e apprezzata per la sua vocazione turistica e naturalistica.

Cerbiatti a spasso per Civitella Alfedena

«Molte persone di Civitella Alfedena e non solo residenti o semplici amanti del nostro piccolo centro si sono sentite amareggiate e lese per la storia, conclusasi fortunatamente con un lieto fine, della scomparsa delle due sorelline ospitate nella casa famiglia – spiega Torella –. Tante sono state le parole scritte e dette sul nostro centro. Parole infondate che nulla avevano a che fare con la vicenda ma che hanno dato fastidio a chi qui vive e lavora».

L’obiettivo della class action è quello di ottenere un risarcimento per il danno d’immagine che, secondo i promotori, avrebbe colpito l’intera comunità e le attività economiche del territorio, proprio nel pieno della stagione turistica.

L’iniziativa si inserisce sulla stessa linea della presa di posizione assunta nei giorni scorsi dall’ex sindaco Antonio Ricci, che aveva difeso con forza il nome di Civitella Alfedena. «Civitella Alfedena è una ridente cittadina del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, immersa in un contesto naturalistico di straordinario valore ambientale, dove da secoli uomini e animali convivono nel rispetto reciproco», aveva scritto Ricci, ricordando come il territorio ospiti stabilmente orsi, lupi, camosci, aquile, volpi e numerose altre specie protette.

L’ex primo cittadino ha inoltre sottolineato che la presenza della fauna selvatica non ha mai rappresentato un pericolo per residenti e visitatori, evidenziando come ogni anno migliaia di turisti scelgano il borgo proprio per la sua unicità ambientale e per l’accoglienza della comunità.

Ora la parola passa ai cittadini: nelle prossime settimane saranno raccolte le adesioni per valutare la fattibilità dell’azione legale e quantificare gli eventuali danni subiti dall’immagine di uno dei borghi simbolo del Parco Nazionale d’Abruzzo.

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