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NAPOLI A CASTEL DI SANGRO: TRA L’ENTUSIASMO DEI TIFOSI E IL “PASTICCIO” POLITICO DELLA MINORANZA

Castel di Sangro si appresta ad accogliere ufficialmente la SSC Napoli per il ritiro estivo, in programma dal 30 luglio al 13 agosto. La macchina organizzativa viaggia ormai a pieno regime per ospitare la squadra partenopea e le migliaia di supporter al seguito. Per questa edizione sono già state ufficializzate quattro partite amichevoli di cartello, che verranno disputate sul prato dello stadio Teofilo Patini, trasformando l’Alto Sangro nel fulcro del calcio estivo nazionale.

L’entusiasmo della piazza e degli operatori economici, pronti a registrare il consueto tutto esaurito, è stato tuttavia parzialmente affiancato da una diatriba politica sorta improvvisamente in seno al Comune. Il gruppo consiliare di opposizione “Comunità Castellana”, guidato da Michela D’Amico (candidata sindaca sconfitta alle ultime consultazioni), ha infatti presentato una mozione urgente che mira a ridiscutere integralmente i termini economici della convenzione stipulata tra l’ente comunale e il club di Aurelio De Laurentiis.

Entrando nel dettaglio del documento, la minoranza invita esplicitamente la giunta, guidata dal sindaco Angelo Caruso, a ripensare gli accordi in vigore. Sotto la lente d’ingrandimento dell’opposizione è finita la concessione a titolo gratuito del palazzetto dello sport, utilizzato dal Napoli per le attività di marketing ed eventi mediatici. Secondo la mozione, il Comune dovrebbe esigere dalla società azzurra una percentuale del 5% sui ricavi della vendita di gadget e merchandising effettuata all’interno della struttura, applicando la medesima royalty anche sui tagliandi staccati per le amichevoli allo stadio Patini.

Una pretesa, quella di modificare unilateralmente un accordo in corso d’opera, che si scontra però frontalmente con le regole elementari del diritto privato e della contrattualistica pubblica. Il contratto originario, sottoscritto nel 2020, includeva infatti una clausola di rinnovo automatico a favore della SSC Napoli, alle medesime condizioni e per la stessa durata di sei anni. Avendo il club azzurro già legittimamente esercitato tale opzione ex lege, l’accordo risulta del tutto blindato.

Un ripensamento o un mutamento delle condizioni contrattuali da parte della giunta comunale sarebbe quindi giuridicamente impossibile, richiedendo la volontà congiunta di entrambi i contraenti. I latini sentenziavano giustamente: pacta sunt servanda. La vicenda assume contorni quasi grotteschi se si sposta lo sguardo sul recente passato: nel 2020, la convenzione trilaterale tra Regione Abruzzo, Comune di Castel di Sangro e SSC Napoli venne approvata in consiglio comunale raccogliendo persino il voto favorevole della stessa consigliera D’Amico, che oggi si fa promotrice della contestazione.

La mozione solleva dubbi anche sulla logistica, esortando l’amministrazione a modificare i piani di sicurezza e parcheggi per tutelare l’incolumità pubblica a fronte del massiccio afflusso di tifosi. Anche questo aspetto appare ampiamente fuorviante e pretestuoso. Nei cinque anni precedenti, la sinergia tra Comune e Provincia ha dimostrato una straordinaria efficienza nella gestione della viabilità cittadina, sia durante le sessioni quotidiane di allenamento sia in occasione dei match più affollati.

Le forze dell’ordine hanno sempre presidiato il territorio in modo ordinario ed efficace, senza che si sia mai verificato alcun disagio logistico o spiacevole episodio di cronaca, elementi che la stampa non avrebbe mancato di segnalare. Il tentativo di ostacolare o polemizzare sulla presenza di una super squadra di Serie A in Alto Sangro rischia unicamente di gettare ombre su un evento che si conferma, anno dopo anno, un impareggiabile volano economico, turistico e d’immagine per l’intero territorio abruzzese.

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