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TIOMP BRUTTE I PERICOLOSE… VEREMME CH’EMMERA FA!

Tiompe brutte i pericolose….
veremme ch’emmera fa!
( Tempi duri diamoci una mossa)

di ENNIO BELLUCCI

Ue’ ‘ stu munne va cocce i cheule.

Ma perche’ compa’ ste a ricere a cusci’.
I sci ne’ le voire che succere.Chi bbeune
alla case,i coie i caile che senne fa’ poche  i nionte, a cummanna’…Ma se i vutene, i utemme,  è inutele dope starese a lamenta’.
Ce sara penza’ proime i cerca’
d’azzecche’ genere, numere i case. Ciorte,
quande ne’ rioscene a fa chele che tenivene mmente, o ‘ ncocce
chegnene partoite i cumpagnioie venne  a fa’ ranne i ueje a n’atra parte.
A chi ennera renne cunte. De chele che fenne.? Booh…! Ai cape i capitte che ci henne misse…
no a neuu.’Na vote ci stivene le preferenze, mo
le teste di…lista! Bella rrobbe. O chesse , o nionte.
Inzomme o sa’ menestre o…caile è  la fenestre!
Che la scheuse ca sara garantojje la
” governabilita’ ,uonne peure assegne’ nu premie de maggioranze….esagerate. ‘ Nu chiu’ quarante pe’ cionte i…bbone notte al secchio. ‘Na purcarojje….alla facciee…
Teuu , quande ve,  i se ce ve’ alla ggabbine …
te pionze ca’ sci utate i capate teuu….invece
” lu brore” o la ” menestre”
è  tutte decise i accuncete . C’henne
misse peure l’assaprataure pe’ faretelu
sembra’ chiu’ saproite.Azzoooo…!!!
Fatto sta’ ca le facce che se virene so’, quasce sempre, le stesse.
Pessene pe’ nuveta’…ma so vinte trent’enne che venne gerenne…i ” operano” e lavorano” per il bene della collettivita’. Cusci’ ricene…senza veruogne i che ‘na faccia tosta come le prete….
Lu fatte brutte se qual’e’ ca se ne’ la pionze come i laure , pu’ esse peure ‘ nu scienziate, i fa’ monte i tronte , pe’ laure ne’ sci fatte nionte…i ne vele nionte! I perlene de “meritocrazia” de premia’ che vale….sole chiecchiere.?Allaure semmera rassegne’, subi’ st’andazze , i ste tiompe.?
No….i no…emmera allucca’ comunque vive l’Abbruzze, la reggiona nostre.Vive l’Italia, lu Paese nuostre i…
vive la liberta ‘….uogge’ dumane,dopedumane i
sempre!
I remmece ‘na mosse!

 

di GAETANO VILLANI*

Ennio Bellucci è di difficile catalogazione: giornalista, scrittore, poeta, operatore culturale, Maestro di vita e tanto altro. Nell’ambito delle poesie in dialetto pratolano, l’ho definito “Pescatore di perle rare”. Sì, perchè i suoi componimenti, le sue originali liriche, i suoi sermoni sono paragonabili alle perle che esistono in fondo al mare e lui, il Poeta, non fa altro che portarle in superficie e trasformale in: “Tiompe brutte i pericolose… veremme ch’emmera fa!” e tanto, tanto altro. In poche strofe sono racchiusi i mali dell’Italia: la fine dei partiti tradizionali, l’avvento del maggioritario, l’illusione della stabilità e la consegna obbligata della volontà dell’elettore nelle mani dei segretari dei partiti. Di sinistra e di destra. Ci dobbiamo rassegnare? Non sia mai! Sono pienamente d’accordo con Te, grande amico mio: “I remmece ‘na mosse!”.

( gia’ Presidente del Consiglio comunale di Manoppello) *

 

MALA TEMPORA CURRUNT
di Rinaldo Liberatore

Ennio Bellucci ha risaputamente un’altissima sensibilità democratica frutto di dote personale e lunga esperienza maturata sul campo. Se, con i suoi versi odierni, lancia un allarme fortissimo, come non dargli credito? Tentare di cambiare le regole del gioco non per esigenze pluralistiche, ma per fini diversi e ovviamente più reconditi, è sempre una forzatura che va comunque respinta. Ennio, nel suo incipit, riprende la più pura saggezza popolare che, more solito, è più efficace di mille discorsi. “Ue’ ‘stu munne va cocce i cheule…” La democrazia è a rischio e spetta a noi tutti, nessuno escluso, difenderla. Questi versi di Ennio, che ci avvertono del pericolo di infezioni autoritarie e del malcelato tentativo di demolire i baluardi del sistema democratico eretti in anni di lotte e riforme, si chiudono con uno sprone in dialetto pratolano che più alto e vigoroso non si può: “I remmece ‘na mosse!”. Condivido in pieno la forte pulsione di Ennio a indignarsi e soprattutto a reagire senza tentennamenti.
Intelligenti pauca.

 

6 commenti riguardo “TIOMP BRUTTE I PERICOLOSE… VEREMME CH’EMMERA FA!

  • Rinaldo Liberatore

    MALA TEMPORA CURRUNT
    di Rinaldo Liberatore

    Ennio Bellucci ha risaputamente un’altissima sensibilità democratica frutto di dote personale e lunga esperienza maturata sul campo. Se, con i suoi versi odierni, lancia un allarme fortissimo, come non dargli credito? Tentare di cambiare le regole del gioco non per esigenze pluralistiche, ma per fini diversi e ovviamente più reconditi, è sempre una forzatura che va comunque respinta. Ennio, nel suo incipit, riprende la più pura saggezza popolare che, more solito, è più efficace di mille discorsi. “Ue’ ‘stu munne va cocce i cheule…” La democrazia è a rischio e spetta a noi tutti, nessuno escluso, difenderla. Questi versi di Ennio, che ci avvertono del pericolo di infezioni autoritarie e del malcelato tentativo di demolire i baluardi del sistema democratico eretti in anni di lotte e riforme, si chiudono con uno sprone in dialetto pratolano che più alto e vigoroso non si può: “I remmece ‘na mosse!”. Condivido in pieno la forte pulsione di Ennio a indignarsi e soprattutto a reagire senza tentennamenti.
    Intelligenti pauca.

    Risposta
  • la loro ” logica” è non parlate-disturbate il conducente….
    C’è poco da stare tranquilli….
    Occhio …” lo strapuntino” era ed è sempre piu’ difficile da lasciare.
    alla faccia….della democrazia e della volonta’ dell’elettore.
    liste bloccate/ senza
    …preseferenze/tu voti ( se voti) ma poi decidono loro chi va in parlamento…. maaaaaaa!!!

    Risposta
  • Daniiele Ciarfella

    Il caro Ennio,
    mette a nudo il sistema elettorale attuale,che di fatto non permette ai cittadini di
    esprimere la propria volonta’se non indirettamente,
    nella scelta dei candidati presenti in lista.
    Personalmente tifo per il ripristino delle preferenze,termine caro e che indica appunto da chi,preferisci farti rappresentare.
    Si spera solo in una buona prossima riforma e,che sia condivisa da tutti ,che e’ in discussione ed in itinere parlamentare.
    Ai posteri l’ardua sentenza.

    Risposta
  • Daniele Ciarfella

    Ennio,
    nel racconto dialettale nella parlata PRATOLANA,mette a nudo il sistema elettorale vigente e con le evidente falle che ha generate nel corso degli anni.
    Decidono i grandi Capi politici,
    il resto solo pura sudditanza.
    Io sono un tifoso per la preferenza,la parola stessa sta’ a significare che preferisco
    scegliere io, il rappresentante politico e non eletto da una lista prescelta da altri.
    Speriamo di ravvedano,e’ in itinere parlamentare una nuova proposta di riforma elettorale,magari condivisa da tutti e piu’ facile e democratica per davvero per tutti.
    Ai posteri l’ardua sentenza.

    Risposta
  • Oleksandra

    Non ho ancora imparato per bene il dialetto pratolano… ma riconosco il valore altissimo della difesa della democrazia nel mezzo di questi versi che ispirano nuove forme di resistenza…

    Risposta
  • Questa poesia di Ennio porta alla luce quelle persone che, pur avendo mille ragioni per dire basta, continuano a credere che un grido di speranza abbia ancora senso.

    È un gesto raro, soprattutto in un mondo dove “certi protagonisti” (qui nella politica, ma anche in tanti altri settori) mettono in scena comportamenti a dir poco imbarazzanti, capaci di generare sfiducia e un senso di desolazione.

    E da questa stanchezza può nascere quella voce interiore che ti sussurra di lasciar perdere… tanto non cambia nulla…

    INVECE NO!

    Ennio ribalta tutto: NON si arrende, NON si adegua, NON si lascia trascinare dalla banalità di chi occupa la scena senza merito.

    Bellucci trasforma la sfiducia in un gesto di rivalsa, in un richiamo alla dignità, in un convinto grido d’amore per l’affermazione della verità.

    È come quella vecchia canzone che diceva: ti lamenti, ma che ti lamenti… piglia lu bastone e tira fora i denti.

    Così questa poesia diventa un segnale: quando tutto sembra spento, c’è ancora chi trova la forza di rialzare la testa e ricordare che la speranza è una virtù, non delude.

    E allora: VEREMME CH’EMMERA FA!

    Grande Ennio!!

    Risposta

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