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MAXI RISSA DEL GIOVEDÌ SANTO: GIRO DI VITE DEL QUESTORE

Maxi rissa di Giovedì Santo, stretta del questore: Daspo urbano anche per un 17enne


Si allarga il giro di vite contro i protagonisti della violenta aggressione avvenuta nel centro storico di Sulmona durante la notte del Giovedì Santo. Il questore Fabrizio Mancini ha disposto il divieto di accesso a tutti gli esercizi commerciali del centro cittadino nei confronti di un diciassettenne di origine tunisina, ritenuto coinvolto nella maxi rissa che si concluse con il pestaggio di due giovani sulmonesi di 26 anni. Il provvedimento arriva dopo quelli già notificati ad altri cinque cittadini stranieri e rappresenta un ulteriore tassello dell’azione di contrasto agli episodi di violenza che hanno scosso la movida cittadina.

La misura è stata adottata sulla base degli accertamenti svolti dai carabinieri della stazione di Sulmona, mentre prosegue l’inchiesta penale coordinata dalla procura della Repubblica di Sulmona e dalla procura per i minorenni dell’Aquila.

Secondo la ricostruzione investigativa, tutto sarebbe nato da un semplice richiamo rivolto da due ventiseienni a due ragazze che, intorno alle cinque del mattino, stavano disturbando la quiete pubblica. «Abbassate la voce, ragazzi. La gente dorme», avrebbero detto i due giovani. Un invito che sarebbe stato accolto con rabbia. Le ragazze, infatti, avrebbero prima lanciato ombrelli e sferrato calci contro i due sulmonesi, per poi allontanarsi e tornare poco dopo con un gruppo composto da cinque giovani di origine egiziana e tunisina.

«Vista la situazione non abbiamo reagito. Da vico dei Sardi, dove eravamo, ci siamo spostati verso piazza XX Settembre. Qui siamo stati fermati e accerchiati», aveva raccontato uno dei due ventiseienni ai carabinieri.

Da quel momento sarebbe iniziato un vero e proprio inseguimento per le vie del centro storico. I due sulmonesi sarebbero stati raggiunti e aggrediti con calci e pugni, costretti a fuggire fino a piazza Carlo Tresca, dove gli aggressori avrebbero lanciato mastelli della raccolta differenziata, sampietrini e persino transenne.

La fuga sarebbe poi proseguita lungo via Alessandro Volta, via Turati e il ponte Capograssi, fino a piazza Garibaldi. Qui i due giovani avevano raggiunto la Mercedes di uno di loro, ma nemmeno l’auto sarebbe bastata a fermare la furia del gruppo. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, gli aggressori avrebbero infranto il vetro della vettura e colpito i due con le cinture dei pantaloni, costringendoli a barricarsi all’interno dell’abitacolo in attesa dell’arrivo delle forze dell’ordine, allertate attraverso il numero unico di emergenza. Le vittime si erano poi rivolte al pronto soccorso per le cure del caso.

Con il provvedimento notificato al diciassettenne salgono a sei i destinatari del divieto di accesso ai locali del centro storico, mentre le indagini proseguono per definire le responsabilità dei partecipanti all’aggressione.

Sul fronte della sicurezza urbana, intanto, l’amministrazione comunale sta valutando l’adozione di deroghe mirate agli orari della movida estiva, nel tentativo di conciliare le esigenze delle attività commerciali con quelle dell’ordine pubblico e della tutela dei residenti.

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