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CRISI IDRICA: BIANCHI ATTACCA LA SACA

Crisi idrica, Bianchi attacca Saca: “Basta scaricare le responsabilità sui cittadini, il problema sono le perdite e lo scippo dell’acqua”

SULMONA – È un duro affondo quello lanciato da Elisabetta Bianchi, responsabile della Direzione Sulmona, contro le recenti dichiarazioni del presidente della Saca sugli utilizzi impropri dell’acqua da parte dei cittadini. Secondo Bianchi, attribuire ai consumi domestici la responsabilità della crisi idrica rappresenta «un tentativo di coprire le inefficienze storiche del gestore» e di distogliere l’attenzione da problemi strutturali ben più gravi.

Nel comunicato, Bianchi parla di un vero e proprio «cortocircuito politico» tra Saca e il sindaco di Sulmona, Luca Tirabassi. Da un lato il presidente della società invita a limitare l’utilizzo dell’acqua per irrigare orti e giardini, dall’altro – osserva – il primo cittadino non avrebbe ancora emanato la tradizionale ordinanza estiva che vieta tali attività.

«Se la crisi idrica è davvero così grave – sostiene – il presidente della Saca e il sindaco dovrebbero confrontarsi e adottare gli strumenti amministrativi necessari, invece di colpevolizzare chi utilizza regolarmente le proprie utenze».

Bianchi richiama poi i dati ufficiali sulle perdite della rete idrica, che quantifica tra il 59,8 e il 62,5 per cento. «Più di un litro d’acqua su due si disperde nel sottosuolo a causa di condotte obsolete. Il vero spreco – afferma – non è il consumo delle famiglie, ma la mancata manutenzione delle infrastrutture».

Nel documento viene inoltre avanzata una lettura politica della gestione della risorsa idrica. Secondo Bianchi, la riduzione progressiva delle disponibilità nelle aree interne anticiperebbe il passaggio al gestore unico regionale, con il rischio che l’acqua delle sorgenti montane venga destinata prevalentemente ai territori costieri, a vantaggio dei comparti turistico e industriale.

La responsabile della Direzione Sulmona evidenzia anche le conseguenze sul patrimonio cittadino, sostenendo che la tutela della Villa Comunale, della Villa di Porta Napoli, delle fontane monumentali e del verde urbano imponga, in assenza di una rete irrigua alternativa, l’utilizzo dell’acqua potabile.

Infine l’appello alla Saca affinché concentri gli sforzi sulla manutenzione della rete. «L’ingente finanziamento del PNRR – conclude – dimostra che il problema è strutturale. La società apra un confronto serio con il Comune di Sulmona e intervenga sulle condotte che disperdono acqua, comprese quelle delle fontanelle pubbliche, invece di alimentare polemiche che finiscono per penalizzare la Valle Peligna».

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