CASTEL DI SANGRO: L’OPPOSIZIONE SI NUTRE DELLE BRICIOLE DEL NAPOLI CALCIO…
di Luigi Liberatore
Come alla mensa del ricco Epulone. È la parabola più nota del vangelo di Luca che ci accompagna alle note stonate fin qui suonate dalla minoranza politica in seno al Consiglio comunale di Castel di Sangro. Uno degli esponenti di quella ridotta compagine uscita sconfitta alle elezioni comunali di maggio che ha riconsegnato le chiavi della città altosangrina ad Angelo Caruso, ha detto che va rivisto il contratto che lega il Comune alla società del Napoli calcio. Contratto che obbliga la città a versare nelle casse del club partenopeo circa trecentomila euro in aggiunta al milione e passa della Regione come contributo ai quindici giorni di presenza della squadra in riva al Sangro. Avremmo preferito che la minoranza avesse detto no a questa faccenda piuttosto che elemosinare qualche spicciolo derivante dal circuito piccolo-mercantile suscitato dall’evento che richiama tuttavia migliaia di pseudo turisti in città. Vogliamo una compartecipazione agli utili, ha affermato uno degli esponenti, non avendo la forza di dire no a questa esperienza dal vago orientamento turistico che fa del calcio non una esperienza sportiva ma un veicolo di crescita a costi nemmeno trascurabili. Cosa volete che vi dica. Castel di Sangro è un veliero le cui rotte sono ormai nelle mani di un nocchiero che risponde ai suoi tracciamenti soltanto, per cui ci vorrebbe un ammutinamento generalizzato per cambiare traiettoria. E non è detto che da questa rivolta possano generarsi condizioni migliori in fatto di navigazione. Nella fattispecie, chiedere all’amministrazione comunale di prevedere una compenso popolare come gratificazione all’accordo tra Comune e Napoli calcio è una indulgenza a raccogliere briciole dalla mensa dei ricchi. Ci sono ragioni per legittimare il percorso fin qui registrato da oltre dieci anni da Castel Di Sangro i cui grafici economici e finanziari vertono verso l’alto, e allo stesso tempo di accogliere con generosità visioni politiche di opposte direzioni ma non quelle di ” mezzo”. Sicché la minoranza o dica no al rapporto col Napoli calcio, oppure si rapporti con le briciole. Stare alla mensa del ricco Epulone non è poi disonorevole!



