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NOVANTANOVE VOLTI INTERIORI DELLA STORIA AQUILANA RACCONTATI NEL VOLUME DI GOFFREDO PALMERINI

di Federica Farda*

L’AQUILA – Novantanove personaggi non in cerca d’autore, anzi l’autore ce l’hanno, perchĆ© ĆØ Goffredo Palmerini che ha raccolto i 99 profili in un volume edito da One Group. Personaggi e Persone, questo il titolo, dell’ultima fatica letteraria presentata ieri all’Auditorium dell’Ance alla presenza, oltre che dell’autore e dell’editore Francesca Pompa, anche della presidente dell’Ordine dei giornalisti d’Abruzzo, Marina Marinucci e dei giornalisti Andrea Fusco e Luca Bergamotto che ne hanno curato la prefazione.
Novantanove persone, aquilane o legate al capoluogo abruzzese, scomparse o rievocate tra il 2005 e il 2025 e tutte legate all’autore per aver ā€œcondiviso insieme un tratto di cammino e che non vuole essere – come ha spiegato davanti a un folto e qualificato pubblico – solo una raccolta di biografie ma a un omaggio a persone che hanno stimolato L’Aquila. Un libro collage di storie di vita, legami e radici, un patrimonio di memoria perchĆ© ā€œun libro ferma il tempo e questo, per di più ĆØ un libro nato non per raccontare ma per custodireā€ come ha avuto modo di dire l’editore Francesca Pompa. Novantanove profili ma ogni profilo ĆØ un’entitĆ  autonoma ma che, in un certo senso, ĆØ virale ĆØ quanto messo in evidenza da Andrea Fusco che ha provato a stilare una lista per un ipotetico volume due ā€œper omaggiare altre persone simbolo di aquilanitĆ  quali Marisa Baldoni, prima e finora unico sindaco donna del capoluogo abruzzese, Carlo Iannini, Giampaolo de Rubeis. Alfredo Vivio, Sergio Del Grande, Loreto Cucchiarelli, Ennio Ponzi, tutte figure di primo piano nell’ambito politico o sportivi, ma anche volti del popolo quali Rizieroā€. Nomi che non sono dimenticanze ha spiegato Palmerini ma con cui non vai ĆØ intrecciato il rapporto, soprattutto relativo al periodo in cui ha ricoperto la carica di amministratore civico con l’incarico di assessore per ben un quinquennio, cosa non frequente per quell’epoca. ā€œProfili – ha spiegato Goffredo – scritti non appositamente per questo volume ma giĆ  pubblicati su giornale cartacei o online in occasione della loro dipartita o del loro ricordo pubblico come nel caso di Tullio de Rubeis. Del mio sindaco che mi volle subito assessore (all’urbanistica, poi ai lavori pubblici e alla finanza) scrisse il ricordo il 7 agosto del 2008 in occasione della cerimonia pubblica nella sala consiliare di palazzo Margherita che il figlio Gianpaolo volle il ventennale della morte. E ricordando Don Tullio non ho potuto fare a meno di citare Marisa Bellisario, donna straordinaria, che quando arrivava a L’Aquila, prima di andare nella sua Italtel, passava a salutare il ā€œsuoā€ sindaco a palazzo Margherita. E tra i 99 personaggi anche Romano Rosoni che Palmerini frequentò nella triplice veste di professore di fisica, presidente dell’Azienda Autonoma Soggiornò e Turismo e presidente del Tsa. Quel professore e presidente scomparso nel luglio dello scorso anno e che da non aquilano, era nato in provincia in Ancona e vissuto fino ai diciassette anni in Emilia, amava e voleva grande il capoluogo abruzzese più di un indigeno e, come un padre che vuole veramente il bene del figlio, lo stimolava continuamente senza esimersi dalle critiche necessarie per la crescita. CosƬ facendo lezione all’aperto di fisica, scienze, le sue materie, e senso civico ā€œutilizzavaā€ i suoi studenti per ripulire la Fontana delle 99 Cannelle, il simbolo della cittĆ , quella cittĆ  di cui aveva scorto le potenzialitĆ  turistiche al pari di quelle artistiche sia da amanti che da fruitori dell’arte. La ricerca, quindi, di palcoscenici insoliti per spettacoli lo spinsero a riutilizzare dopo forse mille e passa anni l’anfiteatro di Amiternum: memorabile il concerto inaugurale con il suono del flauto di Severino Gazzelloni in una serata di luglio dei primi anni Ottanta. Nel Novanta, invece, con Paolo Conte o il fado portoghese di Amalia Rodriguez promosse come arena estiva il prato di Collemaggio quando il quadro verde era soltanto utilizzato di pomeriggio dai ragazzi per partite di pallone. E in mezzo il Castello ā€œsponsorizzatoā€ con rassegne internazionali di Fiere di antiquariato ospitato nei sotterranei e con la carta di identitĆ  dell’Aquila, grazie alla targa con le coordinate di geolocalizzazione apposta all’ingresso del ponte di accesso. Una promozione che non si fermò solo alla cittĆ  ma si estese anche al circondario con opuscoli pubblicitari sui castelli e la realizzazione, per la prima volta, di mappe e itinerari a cavallo tra arte e natura dal Gran Sasso al Parco Nazionale d’Abruzzo.
*GiornalistaĀ 

Un commento su “NOVANTANOVE VOLTI INTERIORI DELLA STORIA AQUILANA RACCONTATI NEL VOLUME DI GOFFREDO PALMERINI

  • RICCARDO ROSONI

    Bellissima iniziativa ed un sentito ringraziamento per il ricordo di mio Zio Romano, per l’ amico Ennio Ponzi e tanti altri personaggi illustri, ognuno a suo modo, ed Aquilani nel profondo dell’ animo

    Risposta

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