L’ENDOCRINOLOGO E PITTORE MICHELE DE SIMONE: QUANDO IL CAMICE INCONTRA IL PENNELLO
di Massimo Liofredi*Ā
L’AQUILA – Quando il camice incontra il pennello nasce lāāiconodiagnosticaā. Ć il metodo del prof. Michele De Simone, medico endocrinologo pediatrico e pittore, che con Ā«Scienza e Medicina nellāArteĀ» legge i capolavori come referti clinici aperti da secoli. Ieri a LāAquila presso la galleria dāarte Deodato si ĆØ tenuto un primo incontro culturale di arte popolare.
Il filo rosso delle slide ĆØ āCold Caseā nella iconodiagnostica: cosa ci dicono oggi i quadri di ieri?
Si parte dal realismo crudo di Caravaggio con Giuditta che decapita Oloferne. Sangue, anatomia, gesto. La tela diventa documento di un corpo in agonia.
Poi Raffaello e la Fornarina 1518-1520, Galleria Barberini. La mano della modella copre il seno sinistro. Citando uno studio di C. Hugo Espinel su The Lancet 2002, De Simone riporta lāipotesi di un possibile tumore al seno. Gli storici però leggono altro: quella posa indicava āil cuore innamorato dellāartistaā. Arte e medicina si sfiorano, senza sovrapporsi.
Con Botticelli si cambia registro: La Nascita di Venere 1485, Uffizi. Qui non cāĆØ patologia, cāĆØ il canone. Il corpo ideale che lāarte ha scelto di fissare.
Il cuore del percorso ĆØ Leonardo e la Monna Lisa. Primo spunto clinico: nel volto sono stati letti segni compatibili con alterazioni metaboliche.
Secondo spunto: il dibattito sul genere. Una pagina del Corriere del 11 aprile 2016 riporta la tesi di Silvano Vinceti: āMonna Lisa ĆØ un Maschioā. Lāipotesi ĆØ che Leonardo abbia poi sostituito Lisa Gherardini con il suo allievo Salai.
E se fosse Lisa? Le āillazioni clinicheā sono iperlipemia e segni di iperandrogenismo, con stempia e tratti mascolini. Due elementi che oggi ricondurremmo a una āSindrome Metabolicaā.
Qui arriva la riflessione più forte. Lāarte avrebbe potuto ācorreggereā, fare un āeffetto Photoshopā ante litteram, normalizzando le imperfezioni. Invece no. āIl rifiuto di cosƬ tanti artisti di ritoccare i difetti⦠rende queste testimonianze mediche ancora più prezioseā.
Chiusura di De Simone: āAnche le più crude veritĆ della patologia umana, rivestite degli splendori dellāarte, contribuiscono alla creazione del bello, con opere sublimi di rara e superba bellezzaā.
Da Altamira a Munch, lāarte ha sempre raccontato il corpo. A volte prima della scienza. E a volte, per capire meglio la medicina, basta guardare un quadro.
*GiornalistaĀ



