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MAFIA DEI PASCOLI, DI BRACCIO REPLICA: MAI PERCEPITO FONDI EUROPEI

Mafia dei pascoli, Di Braccio replica: “Non sono un imprenditore agricolo e non ho mai percepito fondi europei”

SULMONA – Una richiesta di rettifica e precisazione arriva da Mario Antonio Di Braccio, tra i sette imputati rinviati a giudizio nell’ambito della cosiddetta inchiesta sulla “mafia dei pascoli”.

Di Braccio contesta quanto riportato nell’articolo pubblicato da ReteAbruzzo, precisando di non essere mai stato un imprenditore agricolo e di non aver mai beneficiato di fondi europei destinati al settore.

“In riferimento all’articolo pubblicato in data odierna da questa redazione – scrive Di Braccio – leggo con stupore di essere diventato improvvisamente un imprenditore che avrebbe utilizzato in maniera illecita gli strumenti di accesso ai fondi europei destinati all’agricoltura.

Mi preme evidenziare che il sottoscritto non è mai stato imprenditore né tantomeno ha mai richiesto o percepito fondi europei legati all’agricoltura”.

L’imputato precisa quindi che il rinvio a giudizio nei suoi confronti riguarda un’ipotesi di reato diversa da quella contestata agli altri imputati.

Nello specifico, gli viene contestata la violazione dell’articolo 326 del codice penale, relativo alla rivelazione di segreti d’ufficio.

Secondo l’accusa, quando era consigliere comunale del Comune di Gagliano Aterno, avrebbe contattato Mauro Salvatore Maggi chiedendogli di recarsi nel pomeriggio negli uffici comunali per aiutarlo a reperire la documentazione relativa ai pascoli degli anni 2017 e 2018.

Si trattava di atti richiesti dalla polizia giudiziaria, su delega della Procura della Repubblica di Sulmona, nell’ambito dell’indagine riguardante i terreni a uso civico concessi ai privati dal Comune.

Di Braccio conclude ribadendo la propria estraneità alle accuse: “Ritengo comunque che nel corso del processo avrò modo di dimostrare la completa insussistenza delle accuse che mi sono state mosse”.

La precisazione interviene dopo l’articolo con cui era stato dato conto del rinvio a giudizio di sette persone nell’ambito dell’inchiesta della Procura europea sulla gestione dei fondi destinati ai pascoli.

Con questa nota, Di Braccio ha chiesto la pubblicazione integrale della propria rettifica, evidenziando che la sua posizione processuale è distinta da quella degli altri imputati per quanto riguarda le contestazioni relative all’indebita percezione di fondi europei.

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