CACCIA: I PENTASTELLATI ATTACCANO IL DDL
Caccia, il M5S attacca il Ddl: “La destra mette a rischio il patrimonio faunistico dell’Abruzzo”
L’AQUILA – Il disegno di legge sulla caccia, approvato dal Senato e ora all’esame della Camera, accende lo scontro politico anche in Abruzzo. I consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle, Erika Alessandrini e Francesco Taglieri, parlano di un provvedimento che rischia di compromettere la tutela della fauna selvatica e chiedono al presidente della Regione, Marco Marsilio, di prendere una posizione netta in difesa del patrimonio naturalistico abruzzese.
Secondo gli esponenti pentastellati, il testo rappresenta «un grave passo nella direzione sbagliata», perché amplia gli spazi per l’attività venatoria riducendo le garanzie a tutela della biodiversità. «Non è una riforma equilibrata – sostengono – ma il tentativo di piegare la salvaguardia dell’ambiente alle richieste delle lobby venatorie».
Nel mirino del M5S finiscono le modifiche alla legge 157 del 1992, che riguardano i calendari venatori, la pianificazione faunistica, le aree protette, i richiami vivi e il ruolo degli organismi tecnico-scientifici. Alessandrini evidenzia come il provvedimento attribuisca alle Regioni una maggiore discrezionalità, con il rischio che le misure di tutela della fauna diventino semplici scelte politiche.

Particolarmente contestato è anche il possibile ridimensionamento del ruolo dell’Ispra. «La protezione della fauna deve basarsi sulle evidenze scientifiche e non sulle pressioni del mondo venatorio o sulle convenienze elettorali», afferma Taglieri, secondo il quale ridurre il peso degli organismi tecnici significherebbe lasciare maggiore spazio alle decisioni della politica.
Tra gli aspetti ritenuti più delicati figurano inoltre la possibilità di estendere i periodi di caccia, con possibili ripercussioni sulla tutela dell’avifauna migratrice, e la revisione delle superfici sottratte all’attività venatoria. Per il Movimento 5 Stelle si tratta di un’inversione di prospettiva che potrebbe ridurre la protezione garantita da oasi, zone di ripopolamento e altri istituti di conservazione.
I consiglieri richiamano quindi l’attenzione sul patrimonio naturalistico dell’Abruzzo, ricordando che oltre un terzo del territorio regionale è interessato da parchi, riserve naturali e siti della Rete Natura 2000. «La nostra regione ospita specie di straordinario valore come l’orso bruno marsicano, il camoscio appenninico, il lupo e una ricchissima avifauna migratrice. Un patrimonio costruito in decenni di attività di conservazione e ricerca che non può essere sacrificato per ragioni di propaganda», dichiarano.
Alessandrini e Taglieri annunciano infine un’iniziativa nei confronti del presidente Marsilio. L’obiettivo è chiedere un impegno formale nella Conferenza Stato-Regioni affinché l’Abruzzo mantenga il massimo livello di tutela della fauna selvatica e, qualora il disegno di legge venisse definitivamente approvato, non utilizzi i nuovi margini di autonomia per ampliare periodi, territori o modalità di caccia.
Tra le richieste avanzate anche una posizione contraria all’apertura della caccia sui terreni innevati, all’indebolimento della tutela dei valichi montani e delle rotte migratorie e all’estensione dei richiami vivi.
«L’Abruzzo non può diventare il laboratorio della deregulation venatoria voluta dalla destra nazionale – concludono i due consiglieri regionali –. Faremo tutto ciò che è nelle competenze del Consiglio regionale affinché sul nostro territorio non venga sparato un solo colpo in più grazie a questa legge e ogni margine decisionale sia utilizzato per proteggere gli animali e non per favorire l’attività venatoria».



