DI MARZIO REPLICA A FIGORILLI: “NESSUNA ROTTURA MA UN CONTRIBUTO PER RAFFORZARE IL CENTROSINISTRA”
SULMONA – «La mia è una scelta di posizionamento politico, non una rottura». Katia Di Marzio replica con un post alle considerazioni espresse da Angelo Figorilli all’indomani della sua decisione di lasciare il gruppo consiliare di Sulmona Città Futura per costituire il nuovo gruppo Italia Viva – Casa Riformista.
La consigliera comunale, già presidente del Consiglio durante l’amministrazione Casini e assessore al Bilancio nella giunta Di Piero, rivendica una scelta che definisce «coerente e trasparente», respingendo l’idea che possa rappresentare un indebolimento del campo progressista cittadino.
«Non cambia la mia collocazione politica, né il mio sostegno ai progetti per Sulmona – spiega –. Cambia lo strumento attraverso il quale intendo portare avanti il mio impegno. Ho ritenuto necessario dare una casa più definita, forte e riconoscibile all’area riformista e moderata della città, restando convintamente all’interno del centrosinistra».
Le parole della consigliera arrivano dopo il commento di Figorilli, che pur dicendosi non sorpreso dalla decisione, aveva manifestato il proprio disappunto sottolineando come la nascita di un nuovo gruppo rischi di aggiungere «un ulteriore distinguo» alla già complessa ricerca di unità del centrosinistra cittadino.
Un’analisi che Di Marzio non condivide. Al contrario, la consigliera sostiene che la presenza di sensibilità politiche organizzate e riconoscibili possa rappresentare un valore aggiunto per la coalizione.
«Più voci strutturate nel centrosinistra non lo indeboliscono, ma lo arricchiscono. Credo che la pluralità, quando è chiara e leale, possa diventare una risorsa. Non c’è alcuna volontà di allontanarsi dal percorso comune né tantomeno di alimentare divisioni».
Dietro la scelta, però, c’è anche la volontà di rafforzare una precisa area politica che negli ultimi anni ha cercato spazio nel panorama cittadino. Italia Viva – Casa Riformista nasce infatti con l’obiettivo dichiarato di rappresentare il mondo moderato, liberale e riformista, costruendo un riferimento politico autonomo all’interno dell’opposizione.
La mossa, inevitabilmente, assume anche una valenza prospettica. Pur continuando a sedere tra i banchi della minoranza insieme alle altre forze del centrosinistra, Di Marzio guarda già oltre l’attuale consiliatura e alle future sfide amministrative, convinta che il rafforzamento dell’area riformista possa contribuire alla costruzione di un’alternativa credibile all’attuale maggioranza di centrodestra.




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