SORELLE SEGREGATE PER 15 GIORNI A FORMIA: GIOVEDÌ GLI INTERROGATORI PER I TRE FERMATI
Sorelle segregate per quindici giorni a Formia, giovedì gli interrogatori di garanzia dei tre fermati
SULMONA – Si terranno giovedì mattina alle 9.30, nel Tribunale di Sulmona, gli interrogatori di garanzia di Valentina D’Acunto, del compagno Vincenzo Esposito e del padre della donna, Marco D’Acunto, fermati con l’accusa di sequestro di persona nell’ambito dell’inchiesta sulla scomparsa e sul successivo ritrovamento delle sorelle Sarah e Alisya, di 12 e 16 anni.
L’udienza è stata fissata dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Sulmona, Emanuele Lucchini, su richiesta del procuratore capo Luciano D’Angelo, che coordina le indagini condotte dai carabinieri.
Secondo quanto emerso dagli accertamenti investigativi, le due ragazze sarebbero rimaste nascoste per quindici giorni in un appartamento delle case popolari di Formia, ospiti di un’anziana donna, lontana parente della madre. Le minori avrebbero trascorso quel periodo chiuse in una camera da letto, senza mai uscire dall’abitazione e con la sola compagnia della televisione. L’appartamento si trova a poca distanza da Minturno, il comune del basso Lazio dove risiedono i genitori delle due sorelle.
Il ritrovamento è avvenuto domenica sera al termine di una complessa attività investigativa coordinata dalla Procura della Repubblica di Sulmona, che ha portato i militari fino all’abitazione di Formia dove le ragazze sono state rintracciate sane e salve.
Dopo il recupero, Sarah e Alisya sono state collocate in una struttura protetta. A confermarlo è stato il sindaco di Minturno, Gerardo Stefanelli, nominato tutore legale delle due minori.
«Al momento si trovano in una casa famiglia, una struttura protetta. Stiamo valutando le azioni da mettere in campo per tutelare i loro interessi, ovviamente in attesa di capire l’evoluzione del tema giudiziario. Le incontrerò nelle prossime ore, dato che prima abbiamo voluto lasciare loro del tempo», ha spiegato Stefanelli.
Il primo cittadino ha poi affrontato il tema del possibile ricongiungimento con il padre, Stefano Di Giacinto, al quale il Tribunale aveva restituito la responsabilità genitoriale con il provvedimento del 28 maggio scorso.
«Per il momento non so dare dei tempi, ma l’obiettivo, come dice la sentenza, è il recupero del rapporto con il genitore e capire come si evolverà la vicenda con la madre. Comunque attiveremo dei percorsi di sostegno, come previsto dal provvedimento che ha riconcesso la responsabilità genitoriale», ha aggiunto il sindaco.
L’inchiesta, tuttavia, potrebbe non essere conclusa. Oltre ai tre fermati, gli investigatori stanno infatti verificando il ruolo di altre persone che potrebbero aver favorito o agevolato la permanenza delle due ragazze lontano dalla comunità educativa di Civitella Alfedena da cui si erano allontanate nella notte tra il 6 e il 7 giugno. Non si esclude quindi che nelle prossime ore possano emergere ulteriori sviluppi e nuove posizioni al vaglio della magistratura.
Gli interrogatori di garanzia di giovedì rappresenteranno un passaggio cruciale dell’inchiesta. Davanti al gip Lucchini, i tre indagati avranno la possibilità di fornire la propria versione dei fatti e chiarire il loro ruolo nella vicenda che per oltre due settimane ha tenuto con il fiato sospeso due regioni e mobilitato un’imponente macchina investigativa culminata con il ritrovamento delle sorelle a Formia.



